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Rai-Telecom, politici in campo "Chiarezza sulla gara Umts" ROMA - L'alleanza Rai-Telecom per i telefonini Umts finisce in Parlamento. Mentre infatti i vertici dell'azienda stanno limando i dettagli dell'accordo, i politici di maggioranza e d'opposizione chiedono alle due aziende e in particolare alla Rai di scoprire le carte, nel timore che una società sostenuta dal canone pubblico si lanci in una gara delicata e dispendiosa come quella per i telefonini a larga banda Umts. Ieri mattina, sul fronte delle trattative aziendali, c'è stato un incontro al massimo livello fra Roberto Colaninno per Telecom e Pierluigi Celli per la Rai. L'ipotesi alla quale si lavora è creare una nuova società con capitale paritetico, al 50% Rai.net (la società guidata da Luca Balestrieri che segue gli sviluppi Internet e che gestirà Rainews24) e al 50% Seat-Tin.it. L'intesa sarebbe rafforzata da uno scambio azionario che porterebbe all'ingresso al 40-49% di Seat-Tin.it in Rai.net in cambio di una quota (molto più modesta) di Rai.net in Seat-Tin.it. La nuova società comune dovrebbe poi a sua volta (sebbene questo punto sia ancora in discussione) procedere a uno scambio di quote con Tim, la società di telefonini che materialmente parteciperà alla gara per una delle cinque licenze Umts. In alternativa il rapporto fra Rai e Tim potrebbe limitarsi a un'intesa per la cessione in via privilegiata, ma non esclusiva, dei contenuti. La trattativa proseguirà anche la prossima settimana. Sul fronte politico, il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita ha chiesto che le intese della Rai finiscano all'esame del Parlamento, e in particolare della commissione di Vigilanza sulla Rai. Ma ha anche invitato i colleghi politici a non fare barricate contro la possibilità per la televisione di Stato di partecipare alla crescita nel multimediale. A chiedere un passaggio in Parlamento dell'intesa Telecom-Rai sono sia Rifondazione comunista, sia i Comunisti italiani, sia Forza Italia. Posizioni più dure hanno poi la Lega Nord e Alleanza nazionale, che sollecitano l'intervento dell'Antitrust, visto che i due protagonisti dell'intesa hanno posizioni dominanti nei rispettivi mercati. Intanto nella gara per l'advisor che deve scegliere i vincitori delle licenze Umts si segnala la ritirata della Kpmg, a causa degli eccessivi vincoli imposti dal governo italiano. Resta quindi in corsa (come già per le ultime due licenze Gsm) soltanto il Crediop, che sta diventando un monopolista di fatto nell'organizzazione delle gare italiane per la telefonia. Infine c'è da segnalare lo scontro fra Telecom e i concorrenti di telefonia fissa sui listini di interconnessione alla rete dell'ex monopolista, listini ancora non ufficiali ma già pubblicati dalla stampa. In particolare i concorrenti lamentano il modesto sconto sulle tariffe locali (che addirittura aumentano un poco nella fascia serale, la più usata dalle famiglie), nonostante l'Authority avesse esplicitamente chiesto un maggior impegno al contenimento dei costi. Telecom si dice sicura di aver rispettato le indicazioni. Si può prevedere però la limatura al ribasso dei prezzi serali da parte dell'Authority comunicazioni, in modo da rispettare lo stesso rapporto tra orario di punta e fascia ridotta che c'era nel 1999. Marco Esposito (La Repubblica) |