Telefoni, appello salva famiglie

ROMA - "Salvate dagli aumenti le famiglie che chiamano i telefonini". Enzo Cheli, presidente dell'Authority comunicazioni, ha chiamato ieri a raccolta i capi di Tim, Marco De Benedetti di Omnitel, Vittorio Colao, e di Wind, Tommaso Pompei, per chiedere di modificare il prezzo della terminazione sul mobile, cioè il guadagno del gestore di telefonini nelle chiamate fisso- mobile. L'obiettivo è scongiurare un aumento del 60% per le chiamate serali e durante il fine- settimana, quelle che riguardano le famiglie. Domani arriverà la risposta dei gestori e la prossima settimana saranno decise le tariffe definitive, che entreranno in vigore il 20 febbraio.
Tim e Omnitel (Wind non ha obblighi) con i nuovi listini hanno rispettato alla lettera le indicazioni dell'Authority: 360 lire medie e riduzione della forbice tra orario di punta e tariffa ridotta. I prezzi di Tim sono di 290 e 435 lire, quelli di Omnitel 295 e 458 lire. A queste cifre Telecom aggiunge 110 lire comprensive di scatto alla risposta. Rispetto ai listini attuali, c'è uno sconto medio del 29%.
Tuttavia lo sconto non raggiunge tutti i tipi di clientela. Il problema nasce per le chiamate serali e del fine settimana: Telecom ha deciso di contenersi al massimo e aggiungere zero lire al minuto, per accontentarsi dello scatto alla risposta; il cliente dovrebbe pagare le 290-295 lire (più l'Iva) dovute a Tim o Omnitel. Ma, visto che oggi ne paga 169 al minuto, l'aumento sarebbe del 70%, che scende al 60% se si considera lo scatto invariato. Un incremento impresentabile. Ecco perché Cheli ieri ha chiesto a De Benedetti e Colao di alzare la tariffa massima e abbassare quella minima, in modo da portarla più vicina alle 200 che alle 300 lire.
All'origine del nodo del fisso-mobile c'è il guadagno fatto dai gestori del mobile, che hanno praticato tariffe che lo stesso Cheli definisce "dannose per l'interesse pubblico". Da qui l'intervento dell'Authority dello scorso 6 dicembre, con la limatura della terminazione su mobile da 486 a 360 lire medie. E secondo l'Antitrust, che fa dei confronti europei, la terminazione potrebbe scendere da 360 a 300 lire. Una tesi contestata da De Benedetti e Colao, che vorrebbero agganciarsi alla Germania, più cara, e non a paesi come Finlandia e Danimarca. Tuttavia basta confrontarsi con l'Italia e vedere (come si fa in tabella) le tariffe mobile-fisso, cioè da telefonino a rete fissa. Tim pubblicizza 170 lire al minuto e Omnitel 195 lire 24 ore su 24, contro le 360 lire che prendono per la sola terminazione. Tariffe civetta, perché contando scatti alla risposta, Iva e arrotondamenti, il prezzo finale è di 524 lire con Tim e 377 con Omnitel, cioè 450 lire medie; ma sempre prezzi del 20% inferiori alle 564 lire che il cliente pagherà per il fisso-mobile. Dopo il 29% di questa manovra, insomma, c'è spazio per una seconda sforbiciata. E l'Authority l'ha messa in calendario. Se ne parlerà a maggio, come ha annunciato ieri il commissario relatore del provvedimento, Alessandro Luciano.

MARCO ESPOSITO

(La Repubblica)