Colaninno: Web e Tim  nel futuro della Telecom

MILANO - Telecom Italia chiuderà l'esercizio 1999 con un fatturato consolidato lordo di circa 52.000 miliardi (+7% rispetto al 1998) e un risultato operativo di 12.000 miliardi (+30%). Il margine operativo lordo (Ebitda) dovrebbe attestarsi sui 23.400 miliardi (+2%). Questi sono i dati consolidati di prechiusura dell'anno esaminati ieri dal consiglio di amministrazione che ha delineato il budget 2000, definito il piano strategico che oggi a Roma verrà presentato ai sindacati e convocato per il prossimo 14 gennaio l'assemblea degli azionisti per deliberare il buy back sulle azioni di risparmio, già promesso e più volte sollecitato dal mercato. Quest'ultima operazione prevede il riacquisto di 742 milioni di titoli di risparmio (il 34% della categoria) a un prezzo di 6 euro per azione, con un esborso complessivo di 8621 miliardi.
Il consiglio ha approvato il budget 2000 che prevede un fatturato consolidato di 54.500 miliardi, un ritorno sul capitale investito di circa il 24% con un risultato operativo lordo di 24.800 miliardi (+6%). Roberto Colaninno conferma anche la politica di pay out del 90% dei dividendi.
I consiglieri di Telecom Italia hanno definito anche il Piano strategico pluriennale 2000- 2002 che fissa gli obiettivi di sviluppo del gruppo in un mercato, com'è quello delle telecomunicazioni, in forte accelerazione. Si tratta di obiettivi strategici e di numeri in larga misura già noti e che oggi trovano conferma da parte degli amministratori. Colaninno punta soprattutto allo sfruttamento delle potenzialità di Internet e della trasmissione dati, vuole rafforzare la leadership nazionale in tutti i settori di attività, proporre Tim come operatore di livello internazionale nella telefonia cellulare, sviluppare il ruolo di Telecom in Europa e in America Latina. La struttura del gruppo verrà semplificata, le attività di Internet saranno scorporate e sarà ottimizzata la struttura di controllo delle attività internazionali. Telecom si svilupperà su tre aree: i servizi di telecomunicazione, i servizi di Internet e multimediali, il polo informatico. Nel periodo 2000-2002 gli investimenti industriali assommeranno a circa 30mila miliardi, di cui 16.500 alla telefonia fissa, 6500 alla telefonia mobile e 7000 al settore internazionale e alle altre attività.
Il recupero di efficienza dovrebbe consentire di realizzare risparmi per circa 4000 miliardi nel triennio. Nel piano strategico sono confermati i 13mila esuberi già annunciati da tempo e che saranno oggetto di discussione con i sindacati. Sergio Cofferati, segretario generale della Cgil, a questo proposito ha dichiarato: "Aspettiamo di vedere se c'è davvero un piano Telecom, la società ha un altissimo valore ma senza un piano non può vivere. Io credo che sia possibile dare un futuro a Telecom senza interventi traumatici sull' occupazione".


(La Repubblica)