|
Telefoni, Bruxelles contro l'Italia ROMA - Basta con la schiavitù del prefisso per avere lo sconto sulle telefonate. Lo dice la Commissione europea, che ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia (ma anche contro Francia, Belgio, Olanda, Austria e Finlandia) perché il primo gennaio 2000 non è partita la carrier preselection, come invece prevedevano le norme comunitarie sulla concorrenza. La preselection è la possibilità di abbonarsi a un nuovo operatore (carrier) indirizzando in modo automatico tutte le chiamate (o anche soltanto una parte, per esempio le interurbane) verso il nuovo gestore telefonico, senza dover ogni volta digitare il prefisso (1055 per Infostrada, 1088 per Wind e così via). L'Unione europea ha messo sotto accusa l'Italia per una infrazione formale che è molto più piccola rispetto alla effettiva inadempienza. L'accusa della Commissione è che la preselezione nel nostro Paese è prevista dal primo gennaio soltanto per le chiamate interurbane e internazionali, e non anche per le urbane. L'Authority nazionale di Enzo Cheli, in effetti, ha stabilito due date di avvio: il primo gennaio 2000 per le chiamate di lunga distanza e il primo maggio per quelle locali. Ma in realtà in Italia la preselezione non è partita affatto, perché Telecom ha colto l' occasione per risollevare il problema del deficit dell'accesso, cioè i soldi che perde sulla voce canone. Una questione, peraltro, dove l'azienda di Roberto Colaninno ha le sue ragioni, al punto che il commissario europeo Mario Monti ha dovuto prendere carta e penna per chiedere a Cheli di chiudere la partita del deficit dell'accesso, minacciandolo di aprire un'altra procedura d'infrazione. Fatto sta che, anche se le due questioni non sono direttamente intrecciate, Telecom nel listino sulla preselection ha introdotto un secondo canone, oltre a quello base, per compensare le spese di chi passa ai concorrenti il deficit dell'accesso. L'Authority è intervenuta cancellando questa voce del listino, ma senza comunicare formalmente la sua decisione agli operatori, i quali si sono così fermati in attesa di un chiarimento formale. Inoltre Telecom ha inserito nel listino sulla preselection una serie di lacci e lacciuoli che bloccherebbero, di fatto, lo sviluppo dei concorrenti per un paio d' anni. E anche su questi temi Cheli deve ancora dire la sua. In ogni caso quello della carrier preselection è un passaggio importante ma ancora intermedio sulla strada della concorrenza nella telefonia. Per la liberalizzazione totale - cioè la possibilità di disdire l' abbonamento con Telecom e affidarsi a un nuovo gestore - bisognerà aspettare fine anno. Sarà proprio la Commissione europea, con una raccomandazione agli stati membri che arriverà dopo il 4 aprile, a fissare al 31 dicembre 2000 il termine massimo per il cosiddetto unbundling del local loop. L'Authority italiana, che esce un po' malconcia sotto i colpi delle procedure d'infrazione europee, ieri ha battuto un colpo, annunciando uno sconto sulle tariffe Adsl (Internet veloce). Lo sconto non riguarda direttamente il consumatore finale, bensì il prezzo all' ingrosso che Telecom fa agli operatori di Internet, e che comunque si riflette sul listino al dettaglio. L' Authority non ha reso nota l'entità del taglio, ma ci si aspetta una sforbiciata del 25%. Marco Esposito (La Repubblica) |