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Telecom «battezza» Auna holding spagnola con Endesa MILANO — Battesimo ufficiale per Auna, la holding iberica fra Telecom Italia e le due società multiutily spagnole Endesa e Union Fenosa. Anche il presidente e amministratore delegato del gruppo italiano, Roberto Colaninno, è volato a Madrid ieri sera per la presentazione di quello che si pone come uno degli attori principali sul mercato delle telecomunicazioni e di Internet del Paese, risultato dell’unione di tutte le partecipazioni industriali detenute dalle tre società. Con lui c’erano il ministro spagnolo per lo Sviluppo, Rafael Arias Salgado, il presidente di Endesa Rodolfo Martin Villa, e il consigliere delegato di Union Fenosa, Victoriano Reinoso. Con oltre 4 milioni di clienti (dei quali 1,7 milioni nel campo della telefonia mobile, più di 2 milioni nella telefonia fissa e 600 mila abbonati ai servizi Internet) e con un giro d'affari attualmente pari a 800 milioni di euro, poco meno di 1.600 miliardi di lire italiane, Auna (nome che deriva dal verbo «aunar», che significa riunire ma anche armonizzare) è già oggi per dimensioni il secondo operatore integrale di telecomunicazioni spagnolo, dietro al colosso Telefonica, ex azienda pubblica da poco uscita dal processo di privatizzazione. Ormai fissate definitivamente le quote che spetteranno ai tre gruppi all’interno della joint venture: Endesa avrà il 37,50%, Union Fenosa il 23,61%, mentre a Telecom Italia spetterà la fetta maggiore, pari al 38,89%. In base agli accordi che hanno dato vita all’alleanza, però, tutte le decisioni dovranno essere adottate all'unanimità. Quanto alla quota di capitale che non farà capo alle tre società, pari allo 0,91% complessivo, continuerà ad essere detenuta da una serie di piccoli azionisti, a cominciare dalle Casse di risparmio locali. E, sempre in casa Telecom Italia, ieri sono stati approvati dall’assemblea degli azionisti i risultati di bilancio ’99 di Tim, la controllata per la telefonia mobile del gruppo. Il fatturato ha raggiunto i 14.425 miliardi (più 21,2% rispetto al ’98) e gli utili netti i 2.994 miliardi (più 18,6%). Verrà distribuito un dividendo di 325 lire per ogni azione ordinaria e di 344 lire per le risparmio. (La Repubblica) |