Telecom punta alla banda larga

MILANO (r.g.)- Dopo la fusione tra Olivetti e Tecnost, "la Bell salirà senz'altro" nel capitale della holding d'Ivrea almeno fino all' attuale livello del 26%. Così Roberto Colaninno ha precisato l' obiettivo della cordata padana che, negli ultimi due anni, ha rappresentato tramite la finanziaria lussemburghese l'azionista di riferimento dell'Olivetti ed ha accompagnato la società d'Ivrea nella scalata a Telecom Italia. L'Olivetti, dicono in questi giorni le solite voci di mercato, potrebbe diventare una preda per qualche malintenzionato che voglia puntare alla conquista delle telecomunicazioni italiane. Ma il presidente di Telecom non pare preoccupato e invita a non farsi illusioni: "E' certamente difficile comprare Telecom, molto difficile". Le indiscrezioni di presunti attacchi, per ora, non spaventano nessuno, anzi. "Finchè ti cercano va bene, chissà che tristezza il giorno che non ti cerca più nessuno", aggiunge Colaninno in occasione della presentazione assieme a Rocco Sabelli, responsabile di Telecom Italia Wireline, dei nuovi servizi a banda larga. E le concentrazioni miliardarie nel mondo di Internet, come quella tra Terra e Lycos? "E' interessante" dice Colaninno "ma c'è l'oceano di mezzo". In attesa di conoscere i rapporti di concambio per la fusione Olivetti-Tecnost, che saranno annunciati il prossimo 27 maggio dai consigli di amministrazione delle due società, l'agenzia di rating Moody's ha ipotizzato il possibile declassamento delle obbligazioni Tecnost, una novità che potrebbe avere qualche conseguenza sul comportamento degli investitori che hanno sottoscritto i titoli l'anno scorso, al momento del finanziamento dell'opa su Telecom. Ma l'imprenditore mantovano non ha voluto anticipare i tempi: "Vedremo quando e che cosa decideranno". In ogni caso l'Olivetti ha promesso che la fusione con Tecnost sarà un'operazione nell'interesse del mercato, degli azionisti e degli obbligazionisti. Il fronte delle telecomunicazioni italiano, intanto, è sotto pressione al pari dei principali operatori europei per alcune analisi e valutazioni che indicano una revisione al ribasso dei prezzi e delle prospettive del settore. Questa pressione è stata evidente ieri su Olivetti (-5,2%), Tecnost (-4,5%), Telecom (- 4,9%) e Tim (-4,8%). Telecom procede, nel frattempo, al rinnovamento della sua struttura organizzativa e nel suo piano di investimenti. La nuova divisione per la telefonia fissa si appresta a investire 3000 miliardi di lire nello sviluppo dei servizi a banda larga da oggi al 2002. "Stiamo riorientando gli investimenti dei servizi tradizionali di voce verso quelli a larga banda" ha detto Sabelli, "a questo abbiamo aggiunto altri programmi di investimento sui nuovi centri servizi che saranno aperti sul territorio". Nei prossimi tre anni l'obiettivo è di raggiungere circa un milione di accessi. Telecom, in particolare, punta alle piccole e medie imprese. Attraverso l'offerta Business Full Company, Telecom garantisce alle imprese di avere un proprio portale per tutte le applicazioni Internet. "Se la capacità di innovare saprà coniugarsi alla maggiore produttività allora l'Italia avrà fatto Bingo sui mercati internazionali", ha chiuso Colaninno.

(La Repubblica)