Tempi brevi per il Web sui cellulari
Nei telefoni fissi, invece, sono già state rilasciate una sessantina di licenze a una cinquantina di aziende, anche se il grande pubblico non conosce lesistenza di questi gestori, al di là di un pugno di big già affermati sul mercato. La mappa di questa pagina cerca di fare il punto della situazione: è un tentativo di fotografare la situazione in uno scenario in continuo movimento. Dopo la deregulation dei telefoni Ue del gennaio 98, qual è il livello di effettiva apertura del mercato italiano? Lo abbiamo chiesto al presidente dellAuthority delle Comunicazioni, Enzo Cheli, che vede la situazione da un osservatorio privilegiato. Dottor Cheli, nel fare il giro dei nuovi operatori telefonici, abbiamo incontrato sorprendenti difficoltà a entrare in contatto con numerose aziende, anche se queste risultavano avere già da tempo le autorizzazioni. Come spiega questi ritardi? È una segnalazione preziosa di cui terremo conto. Le licenze sono rilasciate dallAutorità, ma siamo stati affiancati dal ministero delle Comunicazioni per istruire le pratiche. Questi passaggi vengono svolti in parallelo? La fase istruttoria è stata finora seguita dal ministero delle Comunicazioni grazie al contratto di collaborazione. Perciò quando noi riceviamo una pratica verifichiamo i dati cartolari e la documentazione. Ma dovete effettuare controlli specifici? La verifica sul campo della presenza va fatta. Ci sarà prima di tutto un esame da parte del mercato. Sono comunque previsti altri tipi di verifiche. Che cosa pensa del quadro emerso dalla nostra mappa? Il processo è scattato venti mesi fa. Cè stata una partenza un po ritardata, con lItalia su posizioni non proprio avanzate. Nel corso dellultimo anno cè stata una forte accelerazione nel processo di apertura del mercato. È un dato riconosciuto anche a livello Ue. Questi progressi trovano riscontro nel numero delle licenze rilasciate e degli operatori presenti sul mercato, oltre che nella diversificazione dei servizi e nel sostanzioso taglio delle bollette, che sono destinate a scendere ulteriormente. Quali sono stati i passaggi chiave della deregulation? Il più significativo è stato il taglio delle tariffe di interconnessione Telecom con limposizione di allinearsi alla Ue. Che cosa prevede per il futuro? Quali sono le prossime tappe per completare leffettiva apertura del mercato? Siamo a buon punto. Ci sono alcuni nodi tecnici da sciogliere, come ad esempio il cosiddetto "unbundling", cioè lo "spacchettamento" delle linee di Telecom. Il primo novembre partirà la tariffa urbana a tempo (Tat). È già stata regolata nei principi a giugno. Adesso Telecom, seguendo le linee indicate in quel provvedimento, ha costruito il modello che stiamo esaminando. E per il fisso-mobile? Siamo stati bloccati, non per colpa nostra, nella definizione degli operatori con notevole forza di mercato. Dovremmo chiudere questa seconda manovra nel giro di poche settimane. Come procede la liberalizzazione delle urbane? Ci sono ancora impedimenti di carattere tecnico perché non è stata recepita la direttiva Ue numero 61 del 98. In ogni caso, da gennaio avremo mano libera anche per la carrier selection a livello locale. Come vede la convergenza tra telefoni e Web? Molto bene. Su questo versante sono in arrivo novità significative. Sta per partire il grande processo verso lUmts che cambierà completamente il panorama: questa tecnologia avrà un impatto sociale sconvolgente. Per la telefonia fissa o per il mobile? In pratica si tratta dei cellulari di terza generazione che consentono di portare Internet (e ad esempio le applicazioni di posta elettroncia) sui nostri terminali senza fili. Abbiamo già cominciato a lavorare, in sintonia con il ministero delle Comunicazioni, per definire il regolamento sulle nuove licenze. Esistono scadenze fissate da Bruxelles? Si deve partire da gennaio. Questa data per rilasciare le nuove licenze è già stata fissata dalla Ue. E la rispetteremo. Dobbiamo aspettarci altre gare per le licenze dei cellulari di terza generazione? Questa è una decisione che va presa in sede di regolamento. Potremmo fare un provvedimento che segua il modello procedurale del Gsm, oppure potremmo adottare, sulla falsariga di altri Paesi Ue come ad esempio la Gran Bretagna, un modello diverso da quello del concorso pubblico. Allude a un sistema meno rigido dellattuale, nel senso che in pratica si potrà ottenere la licenza Umts senza essere vincolati dalla gara? Esatto, come una sorta dappalto. Questo è il nostro orientamento. È un problema che dovremo esaminare con il ministero che ha già fatto audizioni con gli operatori. |
(Il Sole 24 ore) |