Telital prepara lo sbarco a Piazza Affari

TRIESTE — Telit Mobile terminals si appresta a varare un progetto di rafforzamento patrimoniale e finanziario che servirà a sostenere «il forte sviluppo dell’attività previsto», come si legge in una nota della capogruppo di Telital ma anche — secondo indiscrezioni attendibili — ad avviare il progetto di quotazione in Borsa della società triestina che opera nel settore della telefonia mobile.

Mediobanca è stata incaricata di assistere il gruppo nella realizzazione di un aumento di capitale riservato ai soci per un importo di circa 100 miliardi di lire (attualmente è di 75 miliardi) e di un finanziamento a medio termine che si aggirerà tra i 250 e i 300 miliardi. L’assemblea dei soci è stata convocata per il 22 novembre prossimo.

«Le nuove risorse finanziarie — spiega l’amministratore delegato di Telit Massimo Zanzi — saranno utilizzate su più fronti: in primo luogo per finanziare il forte sviluppo del capitale circolante legato sia al successo di ordini riscontrati nella nuova linea di telefoni cellulari dual mode, di cui Telit è il maggiore fornitore di Tim per la prossima campagna natalizia, sia alle ottime previsioni di vendita di terminali satellitari registrate in seguito al lancio del servizio da parte del consorzio Globalstar nell’ottobre scorso che attualmente utilizza solo i nostri prodotti assieme a quelli dell’americana Qualcomm». Oltre al sostegno dell’attività ordinaria, le risorse raccolte serviranno a finanziare lo sviluppo di nuovi modelli e tecnologie, che in un mercato in continua evoluzione qual’è quello delle telecomunicazioni necessita di continui investimenti in ricerca e sviluppo e la penetrazione commerciale di Telit nel mercato europeo.

Nell’operazione di aumento di capitale, secondo voci circolate negli ambienti finanziari triestini, un ruolo di accompagnamento sarebbe stato attribuito anche al Credit Suisse First Boston — che sarebbe già al lavoro per il progetto di quotazione in Borsa della società. Tra i principali azionisti di Telital, oltre all’amministratore delegato Massimo Zanzi e al presidente Marcello Biagioni, vi sono il gruppo Generali e il Fondo Prudentia gestito da Fidia (Mediobanca, UniCredit, Banco di Roma e Comit).

Il gruppo Telital (secondo molti analisti locali in vista della quotazione in Borsa) ha avviato un riassetto societario che dovrebbe sfociare nella creazione di una holding. Il gruppo triestino, che negli ultimi cinque anni ha vissuto una fase di grande espansione, attualmente controlla 11 stabilimenti produttivi e 7 laboratori di ricerca. I programmi aziendali per il prossimo biennio puntano a una espansione sui mercati europei grazie alla commercializzazione di apparecchi cellulari con proprio marchio (l’attività era iniziata una decina di anni fa con prodotti per le grandi multinazionali della telefonia mobile) e allo sbarco in forze in Cina, dove Telital ha recentemente acquistato uno stabilimento.

La società triestina era stata fondata solo una decina di anni fa con un capitale sociale di dodici milioni, su iniziativa di tre tecnici del settore delle telecomunicazioni. I suoi piani di sviluppo, dopo la crescita tumultuosa che ha caratterizzato gli ultimi sei esercizi, prevedono nel prossimo biennio un’ulteriore espansione. Che però a questo punto, secondo gli analisti, non può prescindere dalla quotazione in Borsa. Il progetto cui stanno lavorando alla Telital prevederebbe lo sbarco a Piazza Affari e a New York entro la prima metà del 2000.

Elena Ragusin


(IL Sole 24 ore)