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Boom del telefonino teen-ager
L'"autoricaricabile" conquista il mercato dei giovani
In cinque giorni 30 mila contratti e 7.500 "bonus" già accreditati, per 12.500
ore di conversazione "ricevute" dagli utenti
ROMA - Chiama tu che guadagno io. Autoricaricabile -
la carta prepagata per telefonini che dà un credito a chi riceve le telefonate - ha
convinto 30.000 italiani in cinque giorni. Secondo i dati di Tim, l'85% dei primi
acquirenti ha un'età inferiore ai 26 anni, per cui il prodotto si sta caratterizzando
come una carta dello studente. E molti di questi primi clienti sono riusciti davvero a
farsi chiamare a lungo, visto che il gestore ha già inviato 7.500 bonus, il 25% del
totale. Non pochi, se si considera che un bonus scatta dopo 100 minuti di conversazione
ricevuta e quindi il totale fa 12.500 ore.
Autoricaricabile è la più innovativa delle tariffe sul mercato, al punto che anche in
America hanno cominciato a studiarla, perché ribalta un principio chiave per gli States:
essere reperibili sul telefonino è considerato un vantaggio, per cui gli americani pagano
per le chiamate ricevute, oltre che per quelle fatte. Invece in Italia da sempre ricevere
le telefonate è gratis, e adesso addirittura si guadagna. Un'apparente illogicità; ma
che rischia di fare scuola, visto che l'Italia è il paese guida della telefonia mobile
nel mondo, perché solo il 25% dei tedeschi, il 30% degli americani e il 35% dei
giapponesi gira con un telefonino in tasca, contro il 50% degli italiani.
Il possibile successo di Autoricaricabile ha due fattori: da una parte c'è una fetta di
persone, come gli studenti, che avendo pochi soldi in tasca vedono con favore un prodotto
simile; dall' altra parte c'è un sistema piuttosto oscuro di tariffazione, che tra scatti
alla risposta e arrotondamenti fa apparire il prodotto più appetibile di quanto sia. Un
solo dato, prima di entrare nei dettagli: una telefonata di un minuto con Autoricaricabile
costa 900 lire, quindi c'è il rischio di scaricare presto i bonus ricevuti, se si fanno
molte chiamate sintetiche. Fatto sta che Tim si aspetta 2 milioni di clienti, in gran
parte trasferimenti da altri profili tariffari, entro i primi mesi del 2000. E per Natale
farà partire una campagna pubblicitaria mirata per i genitori con il messaggio: regala
un'Autoricaricabile a tuo figlio, così terrà il cellulare acceso e potrai parlargli
quando vuoi.
Perché la scelta di una tariffa che contiene non poche trappole sia consapevole, però,
è importante conoscerne il funzionamento. Altrimenti si rischia di abbandonare un piano
tariffario vecchio ma buono (come le carte Arancioni o Rosse) senza avere la possibilità
di tornare indietro.
Autoricaricabile costa sempre 10.000 lire di attivazione, sia se si lascia una vecchia
tariffa ricaricabile Tim, sia se si compra una nuova carta da 100.000. Il gestore
accrediterà 7.200 lire di telefonate per ogni 100 minuti di conversazioni ricevute. La
sorpresa, però, è che con questo credito si può parlare poco. Tim, infatti, publicizza
la tariffa a 300 lire al minuto, senza fasce orarie, che con l'Iva fanno 360 lire.
Dividendo 7.200 per 360 si ottiene 20, per cui in apparenza con 100 minuti di chiamate
ricevute si parla gratis per 20 minuti.
Ma non è così e per due ragioni. La prima è che c'è uno scatto alla risposta di 300
lire (più caro, quindi, rispetto ad altri gestori o ad altri profili della stessa Tim).
La seconda è che la tariffa non è a secondi ma a scatti: quindi si paga anticipato uno
scatto di 300 lire ogni 50 secondi, per cui ogni telefonata fa perdere in media 150 lire
di scatto non utilizzato per intero. Tirate le somme, la tariffa è carissima per le
chiamate brevi. Per esempio una telefonata di 10 o 20 secondi costa 600 lire e una di 60
secondi 900 lire. Chiamate tutt'altro che rare, secondo le statistiche. Fatte le medie,
con un bonus si riuscirà a parlare per 10 minuti o poco più.
MARCO ESPOSITO
(La Repubblica)
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