Telefoni, Monti boccia l’Italia

La Commissione dell'Unione europea (Ue) ha avviato una procedura d'infrazione contro i governi di Italia, Germania e Spagna perché consentirebbero a Telecom e agli altri colossi nazionali una politica tariffaria in contrasto con la normativa comunitaria. Lo ha annunciato il commissario per la Concorrenza, Mario Monti, lanciando con il collega responsabile della società dell'informazione, Erkki Liikanen, una linea di maggiore innovazione e liberalizzazione nel settore. «La Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora a Italia, Spagna e Germania perché le tariffe telefoniche locali non sembrano basate sui costi», ha annunciato Monti. Secondo il commissario, gli ex monopolisti della telefonia di questi tre Paesi offrirebbero canoni a prezzi bassi, rivalendosi con un eccessivo incremento delle tariffe delle chiamate locali. Oltre a infrangere il principio dei prezzi legati ai costi, renderebbero così difficile l'ingresso sul mercato a nuove imprese: impedendo quella maggiore concorrenza che in genere provoca una diminuzione della bolletta per gli utenti. Monti ha fatto l'esempio di un analogo intervento della Commissione, relativo alla telefonia mobile, che avrebbe generato riduzioni tariffarie anche del 50%. Nel breve termine, però, l'attuazione in Italia, Spagna e Germania della direttiva Ue non dovrebbe portare benefici ai consumatori, perché le società ex monopoliste potrebbero ottenere aumenti del canone in grado di compensare i minori prezzi delle chiamate locali. La lettera di messa in mora sarà inviata a Roma nei prossimi giorni. Il governo avrà poi un mese per rispondere alle richieste di Monti. Se non lo farà in modo coinvincente rischia di finire davanti alla Corte europea di Giustizia, a Lussemburgo. La Commissione di Bruxelles afferma che la sua azione contro l'Italia è partita dopo che la locale Autorità per le comunicazioni ha ammesso uno squilibrio nella politica tariffaria per il '98 e non ha evidenziato miglioramenti successivi. Ma l'Authority di Enzo Cheli non sembra accettare questa contestazione dell'Ue. Le sue prime controdeduzioni segnalano che «a partire dal dicembre '98 sono state predisposte quattro manovre di riequilibrio tariffario (due nella telefonia fissa e due nelle comunicazioni da fisso a mobile), che hanno apportato forti riduzioni alle tariffe dell'operatore dominante, quantificabili in un risparmio complessivo, entro il prossimo triennio, di circa il 25% rispetto alla bolletta telefonica nazionale del '97». L’Autorità ribadisce poi che non ci saranno ritardi nella liberalizzazione dell'«ultimo miglio» (la rete locale di Telecom), proprio ieri richiesta da Monti e Liikanen a tutti i Paesi europei.

Ivo Caizzi

(Il Corriere della Sera)