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MILANO - Ci sarà una scissione parziale di Telecom Italia con il trasferimento
del controllo di Tim a Tecnost. Roberto Colaninno lo annuncia alla fine dei tre consigli
di amministrazione di Tim, Telecom e Olivetti. Il valore del concambio è di 1,50-1,65
Tecnost per ogni azione Telecom. Tecnost controllerà il 52 per cento di Telecom e il 60
per cento di Tim. I consiglieri del Tesoro che ha in mano il 3,95 per cento di Telecom,
Domenico Siniscalco e Salvatore Donato si sono astenuti, come era prevdibile. Al termine
del riassetto Olivetti controllerà fra il 41 per cento e il 43 per cento del capitale
ordinario Tecnost contro il 70 per cento attuale. Tecnost, a sua volta, controllerà il 52
per cento del capitale ordinario di Telecom Italia (lo stesso livello attuale) e il 60 per
cento di quello di Tim.
Ora, sarà il mercato, le azioni sono state sospese per tutta la giornata, a dover
valutare il piano di Colaninno, "un piano industriale e non finanziario, che
definisce le aree e stabilisce responsabilità", ha voluto spiegare il presidente di
Telecom. Già oggi i rappresentanti dei piccoli risparmiatori, che si sentono penalizzati
dal piano di riassetto, e nei giorni scorsi i gestori dei Fondi di investimento, avevano
avanzato critiche su un'operazione che oggi Napoleone Colajanni ha inquadrato come
preludio a una vendita di Telecom.
"E' andato tutto benissimo, senza nessun intoppo". Cesare Geronzi, presidente di
Banca Roma e membro del consiglio di amministrazione di Olivetti commenta così la
riunione del cda della società. E' il primo ad abbandonare la sede poco prima delle
sette. E' l'ultima riunione, dopo quella della Tecnost e di Telecom, in quella che è
stata la lunga giornata di Roberto Colaninno.
Una giornata iniziata fin dalla prime prime luci dell'alba. Luigi Spaventa, presidente
della Consob, da Washington, lancia una pesante accusa: Telecom ha violato il galateo del
mercato. Nel mirino di Spaventa c'è la riorganizzazione societaria del colosso della
telefonia all'indomani della scalata guidata da Roberto Colaninno, che prevede il
passaggio di Tim a Tecnost, la società utilizzata per l'offerta pubblica di acquisto su
Telecom. Immediata la replica di Telecom che respinge le critiche di Spaventa.
"Ingiustificate", secondo Telecom, anche le richieste della Commissione poiché
la Consob aveva a disposizione, per proteggere il mercato, anche "strumenti
diversi". E Luigi Spaventa, dopo aver letto sulle agenzie il comunicato Telecom non
replica, anzi chiude ogni discorso. "Zero, nulla, fine del dialogo".
Le modalità con cui il presidente e amministratore delegato di Telecom Colaninno ha
gestito l'intera faccenda non sono però piaciute a Spaventa. Il numero uno della Consob
non ha gradito il silenzio che ha preceduto l'approvazione del piano. Del passaggio di Tim
a Tecnost per arginare l'indebitamento di quest'ultima dovuto alla scalata (28.000
miliardi). Ma il comunicato di Telecom sulle intenzioni dei dirigenti è arrivato solo
ieri, dopo la richiesta esplicita della Consob. Per questo Spaventa ha tuonato: "Si
sono mossi su nostra richiesta dopo tre giorni. Ma in questi casi, se uno vuole essere
amico del mercato, parla prima. E questo al netto delle regole e delle sanzioni".
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