Supercellulare, la Rai ci prova

ROMA - Tutti corteggiano la Rai per averla alleata nella gara per il supertelefonino Umts. A bussare a viale Mazzini c'è in primo luogo l'Enel di Franco Tatò, che dopo aver rotto con Telepiù - come ha scritto ieri Repubblica - ha bisogno di dare al gruppo e alla sua Wind uno sbocco nella tv, o meglio nel multimediale. Poi bussano la Dix.it di Silvio Scaglia e Letizia Moratti; nonché la Andala di Renato Soru (Tiscali) e Franco Bernabè. E il fronte delle alleanze non si ferma qui: ieri la Cir di Carlo De Benedetti ha confermato i colloqui con Tiscali e con Acea Telefonica. In palio ci sono cinque licenze all'Umts, una tecnologia mondiale che unisce telefonino, televisione e Internet e che, a torto o a ragione, è considerato il giacimento d'oro del futuro. In corsa ci sono un po' tutti. E chi non è salito sul carro aspetta di farlo quando sarà più facile indovinare i vincitori. La prima licenza è sicuro appannaggio del gruppo Telecom, che con Tim, Tin.it e Stream è già multimediale. Omnitel e Infostrada si assicureranno la seconda licenza, che potrà arricchirsi del settore televisivo se le società del gruppo Mannesmann entreranno in Telepiù, in omaggio all'intesa Vivendi-Vodafone, prendendo il posto dell' Enel. Una terza licenza finirà a Blu, società di telefonia che tra i suoi azionisti ha Mediaset, e che quindi è ferrata nel multimediale. Wind ha tutti i numeri per assicurarsi la quarta licenza, tuttavia se l'intesa con la Rai sarà confermata nascerà un vero colosso multimediale. Resta una quinta licenza. In corsa ci sono due gruppi, entrambi in via di consolidamento e che possono essere ricondotti, per personalizzare, a Soru e Scaglia. Se la Rai dovesse rompere con Wind e scegliere uno dei due privati, la gara potrebbe dirsi sostanzialmente chiusa. "Una ipotesi paradossale - osserva il ministro delle Comunicazioni Salvatore Cardinale - per cui dal punto di vista della gara sarebbe preferibile che i soggetti pubblici Enel-Wind e Rai corrano insieme e non cerchino di occupare troppe cordate. Comunque ciascuno deve scegliere secondo i propri interessi economici". La pensa diversamente Beppe Giulietti, responsabile comunicazioni dei Ds: "La Rai scelga il migliore - dice - senza preferire per forza il settore pubblico". Ma se la Rai dovesse andare con Wind, come auspica il ministro, tra Soru e Scaglia sarà una gara all'ultimo respiro. Scaglia ha dalla sua la Ifil degli Agnelli, la Moratti, la milanese Aem, la Banca di Roma e sta cercando di imbarcare la televisione di Vittorio Cecchi Gori, Tmc. Soru, l' uomo che ha portato la sua Tiscali a pareggiare il valore della Fiat, è in trattativa con De Benedetti (che tramite il gruppo L'Espresso è già presente in Internet e nel multimediale) e alleato con l'Imi, la Rotschild e Bernabè. Non è escluso che l'intesa si allarghi alla Acea Telefonica di Paolo Cuccia. La gara per l'Umts, che si terrà quest'anno in tutti i maggiori paesi del mondo, appare come una forte spinta all'integrazione delle capacità di ciascuna impresa, come dimostra per esempio la bozza d'accordo fra Wind e Rai. Secondo la proposta di Wind (che la Rai deve ancora valutare) le due società dovranno intrecciarsi in modo sempre più stretto, con la Rai che entrerebbe in Wind e con entrambi i gruppi presenti in una nuova azienda chiamata ContentCo, che produrrebbe contenuti per servizi di telefonia Umts e non solo. Tuttavia l'accordo Rai-Wind, pur probabile, non si può ancora dare per scontato. La stessa azienda televisiva, di fronte alle tre offerte d'alleanza, ha deciso di nominare un advisor per pesare e confrontare le proposte dei pretendenti. "Abbiamo bisogno di dati oggettivi", ha spiegato ieri Alberto Contri, il consigliere Rai che segue il settore delle innovazioni tecnologiche.

MARCO ESPOSITO

(La Repubblica)