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Umts, Andala apre a un nuovo partner ROMA - Renato Soru rilancia nella gara per l'Umts annunciando che scenderà sotto il 50% in Andala per fare spazio a un nuovo socio. Del quale si conosce il profilo: sarà un partner estero e avrà forte esperienza in telefonia. Le cordate per la corsa ai supertelefonini Umts, insomma, sono ancora da consolidare, come confermano le dichiarazioni di Fulvio Vento per l'Acea, Giancarlo Cimoli per le Ferrovie o Alberto Lina per Finmeccanica. Soru, fondatore di Tiscali, ieri ha annunciato che la sua società perderà il controllo di Andala, nella quale oggi è primo azionista con il 58%, in modo da permettere l'ingresso di un nuovo socio, che potrebbe anche essere rappresentanto dalla cordata Acea-Telefònica. Né Soru, né il presidente di Andala Franco Bernabè hanno voluto commentare questa come altre ipotesi. Del resto lascia una porta aperta Acea, con il presidente Vento che afferma: "Stiamo lavorando su due cordate: una di imprenditori privati italiani, più o meno disseminati sull'intero territorio geografico, l'altra di ex aziende municipalizzate che rappresentano, invece, il radicamento sul territorio". Dialogano con tutti anche le Fs ("Potremmo anche entrare in un consorzio - dice l'amministratore delegato Cimoli - ma dobbiamo valutare le condizioni") e la Finmeccanica ("Ne parlano tutti, perché noi no?", si chiede l'amministratore Lina). E ragionamenti analoghi sono in corso anche alle Poste e in grandi gruppi industriali, come Edison. Ancora in alto mare, del resto, è anche la definizione delle regole del bando, con l'Authority che deve riscrivere il regolamento per tener conto delle nuove indicazioni (peraltro vaghe) del comitato dei ministri. I punti certi sono tre: le licenze sono cinque; la gara si articolerà in due parti (analisi dei progetti e offerte economiche con rilanci); non ci saranno differenziazioni fra vecchi e nuovi operatori. Vanno definiti numerosi punti: in primo luogo il prezzo minimo per sedersi al tavolo, che dovrebbe essere di 4-5000 miliardi di lire. Poi il meccanismo dei rilanci, che sarà senz'altro limitato nel numero (si ipotizza da tre a cinque) e che avrà anche un importo minimo percentuale per il rilancio. Non ci saranno tetti massimi all'offerta, per cui l'incasso complessivo per il governo potrebbe anche essere notevolmente superiore rispetto ai 25.000 miliardi considerati dal Governo. Bisogna anche decidere se sarà possibile saltare da una licenza all'altra (cioè fare un'offerta per la licenza numero uno e al round successivo correre per la licenza numero tre) o se ci sarà una gara unica per tutte e cinque le licenze, che quindi saranno assegnate ai migliori cinque offerenti dopo l'ultimo turno dei rilanci, immaginando ovviamente che la corsa non si esaurisca prima per carenza di competitori. L'Authority peraltro è divisa, con i commissari Antonio Pilati e Vincenzo Monaci che si sono espressi per l'asta, e il presidente Enzo Cheli che cerca di mediare fra le diverse posizioni. "Solo quando il comitato avrà definito i propri orientamenti - ha detto Cheli - l'Autorità riprenderà in piena autonomia la propria attività provvedendo ad apportare gli opportuni aggiustamenti nelle misure asimetriche (i criteri di riequilibrio del mercato)". Marco Esposito (La Repubblica) |