Telecom dimezza i costi delle cabine telefoniche

ROMA (m.e.) - Rivincita di chi non ha un cellulare. Telecom Italia sta per dimezzare i costi dalla telefonia pubblica. Un tentativo, forse disperato, di recuperare un po' di clientela per le cabine, dopo il crollo di utilizzo dovuto alla diffusione dei telefonini. Dal 15 aprile per tutte le chiamate locali e interurbane ci sono forti sconti, mentre cambiano poco i prezzi delle internazionali e per nulla quelli delle chiamate ai cellulari, che restano molto cari: 1.000 lire per il primo minuto. Ma andiamo nel dettaglio. La prima novità di rilievo è che vengono unificate le chiamate urbane e quelle fuori porta. La seconda è che scompaiono le fasce orarie. Perciò da metà del prossimo mese ogni telefonata nello stesso distretto (cioè all'interno dell'area 06, 02, 081 e così via) costerà 400 lire alla risposta, con la possibilità di parlare per otto minuti prima che sia necessario introdurre una nuova moneta. Adesso con 400 lire si parla da un minimo di 3 minuti (distrettuali di punta) a un massimo di 6 minuti e 40 (urbane dopo le 18.30). Dopo le 400 lire iniziali, si pagheranno 200 lire ogni 480 secondi (otto minuti), contro i 180-400 secondi del ritmo di scatti attuale. Diventano meno care, con poche eccezioni, anche le interurbane. Qui scompare sia la fascia oraria sia la differenza fra chiamate entro i 30 chilometri e oltre i 30. Oggi per le telefonate oltre i 30 chilometri si pagano le solite 400 lire alla risposta e 200 lire ogni 20 secondi (di giorno) o 35 secondi (la sera e durante il fine settimana). Da metà aprile, dopo le 400 lire iniziali ci sarà uno scatto ogni minuto. Tradotto con un esempio pratico, una interurbana di tre minuti in fascia ordinaria adesso costa 2.200 lire e tra un mese costerà 1.000 lire. Rincarano, ma di poco, soltanto le interurbane di distanza inferiore ai 30 chilometri in fascia ridotta, dove il ritmo degli scatti passa da 70 a 60 secondi. Telecom ha già sfoltito in modo drastico il numero di cabine, con un piano di 140.000 soppressioni. Dopo le soppressioni, i posti di telefonia pubblica (cabine ma anche locali abilitati come i bar) saranno 240.000, uno ogni 250 abitanti. Certo una goccia nel mare rispetto ai 33 milioni di telefonini.

(La Repubblica)