Ue: «Ribilanciare le telefonate locali»

BRUXELLES Dal commissario europeo alla Concorrenza Mario Monti è partito ieri un avvertimento all’Italia: il ribilanciamento delle tariffe telefoniche deve continuare per garantire uno sviluppo più equilibrato del mercato. Monti ha annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell'Italia, ma anche di Spagna e Germania, poiché « non assicurano che le tariffe degli operatori locali siano basate sui costi». Secondo Bruxelles, gli ex monopolisti dei tre Paesi sono tuttora costretti a offrire canoni di abbonamento sotto costo e a sovvenzionare le relative perdite con tariffe delle chiamate più alte rispetto ai costi. Uno squilibrio che renderebbe più difficile a Telecom Italia permettere la piena liberalizzazione del cosiddetto ultimo miglio, ovvero dare la possibilità ad altri operatori di offrire servizi direttamente agli utenti gestendo il tratto terminale della linea, affittato dall’ex monopolista. Processo che dovrebbe garantire anche tariffe di Internet più accessibili. Con l’invio della lettera di messa in mora all’Italia, Monti ha in pratica accolto le istanze di Telecom, che attribuisce in gran parte al canone troppo basso e all’impossibilità di rialzare le tariffe urbane, il cosiddetto "deficit d’accesso", l’impossibilità di noleggiare ai concorrenti le proprie linee locali dell'"ultimo miglio" a prezzi contenuti. «Se le tariffe al dettaglio dell’operatore storico non sono opportunamente ribilanciate e non è stato colmato il deficit di accesso, l’apertura dell’ultimo miglio sarà più difficile. Una piena concorrenza è possibile solo in presenza di prezzi non distorti». Sul "bilanciamento" delle tariffe italiane, il commissario europeo ha però espresso una linea in contrasto con la visione dell’Autorità italiana per le comunicazioni. Da Bruxelles si è sottolineato che nel ’98 la stessa Authority italiana delle telecomunicazioni aveva ammesso l’esistenza di una squilibrio, senza fornire prove poi che questo divario fosse stato colmato. L’Autorità italiana ha però prontamente puntualizzato in serata che «dal dicembre ’98 sono state predisposte già quattro manovre di riequilibrio tariffario», che le hanno portate in linea con la "migliore prassi" europea. Inoltre, L’Authority italiana ha ricordato che è in corso un’analisi contabile, da completare con l’ausilio dell’advisor Kpmg, per valutare l’esatto importo del deficit d’accesso di Telecom Italia nel '98. Un riequilibrio dovrebbe poi essere intrapreso nel triennio 2000-2002 nell’ambito del regime di price cap deciso nel luglio scorso. L’Autorità sostiene che l’accertamento del deficit d’accesso non può «né impedire, né ritardare la liberalizzazione dell’ultimo miglio». Considerazioni che potranno essere espresse dall’Italia nella risposta. Monti è apparso in sala stampa al fianco del commissario alle Imprese, Erkki Liikanen, per presentare la comunicazione appena approvata dall’Esecutivo Ue che invita tutti i Paesi europei a liberalizzare l’accesso all’ultimo miglio (unbundling the local loop) entro fine anno. Nei confronti dell’obbligo, l’Italia si preannuncia in regola, avendo predisposto la liberalizzazione da settembre. Oltre al nostro Paese, sono già a posto Austria, Danimarca, Finlandia, Germania e Paesi bassi. Liikanen ha anche ricapitolato una serie di misure che l’Unione europea intende promuovere per favorire lo sviluppo della new economy. Le misure promosse da Bruxelles prevedono: 1) accesso facilitato al mercato semplificando il sistema di licenze, con maggiore ricorso alle autorizzazioni generali; 2) modificare la nozione di Potere di mercato significativo (dal 25% al 50%) che impone agli operatori obblighi aggiuntivi; 3) rafforzamento delle norme per la liberalizzazione dell’ultimo miglio; 4) più margini di flessibilità alle Autorità nazionali nel fissare obblighi di interconnessione; 5) garanzie per i consumatori che il servizio universale sarà mantenuto; 6) imporre agli operatori mobili la possibilità per l’utente di conservare lo stesso numero.

Enrico Brivio

(Il Sole 24 ore)