|
BellSouth e Sbc combinano le attività Usa nei cellulari LOS ANGELESIl settore americano della telefonia mobile si è surriscaldato ulteriormente ieri con l'annuncio della fusione tra le attività cellulari statunitensi delle due compagnie telefoniche BellSouth e Sbc Communications. Dall'unione delle divisioni di telefonia cellulare delle due aziende nascerà il secondo network nazionale dietro a quello della Verizon, una joint venture tra la inglese Vodafone e l'americana Bell Atlantic; di conseguenza la AT&T, oggi il secondo operatore mobile d'America, verrà improvvisamente retrocesso al terzo posto. Anche la BellSouth e la Sbc hanno quindi preferito unire i loro network e creare una rete nazionale anziché stanziare ingenti investimenti per riuscire a coprire il vasto territorio americano. Negli Stati Uniti infatti ogni volta che un abbonato effettua una telefonata al di fuori del suo network deve pagare una tariffa aggiuntiva. La rete della BellSouth-Sbc coprirà 41 dei 50 maggiori mercati d'America. Anche la joint venture cellulare — ancora senza nome — tra Sbc e BellSouth verrà con tutta probabilità quotata in Borsa come un "tracking stock" , un titolo che riflette esclusivamente l'andamento delle attività cellulari delle due aziende, anche se i dirigenti delle due aziende non l'hanno ufficialmente annunciato. Una simile iniziativa è stata avviata proprio due giorni fa anche dalla Verizon e la settimana scorsa dalla AT&T. Quest'ultimo accordo tra due società rivali accresce le pressioni competitive sulla AT&T e rende praticamente indispensabile la prossima Initial Public Offering del 15,6% delle sue attività cellulari. La AT&T conta di raccogliere infatti più di 10 miliardi di dollari dall'operazione, e di destinarli alla costruzione del suo network nazionale, completato solo per due terzi. La AT&T conta oggi 12,6 milioni di abbonati cellulari contro i 16,2 della joint BellSouth-Sbc e i 24 della Verizon. Da parte sua la Verizon potrebbe rastrellare altri 12-15 miliardi di dollari con il collocamento di una quota di circa il 10%; secondo molti analisti tuttavia l'interesse degli investitori per il settore delle comunicazioni cellulari è tale da poter soddisfare senza difficoltà l'offerta pubblica di azioni anche da parte della joint tra Sbc e Bellsouth. La penetrazione degli apparecchi cellulari dovrebbe infatti raggiungere l'80% nel giro dei prossimi 10 anni dal 30% attuale, grazie alla crescente diffusione di apparecchi che consentono la trasmissione senza fili non solo di voce ma anche di dati. L'annuncio della creazione di una joint venture con 9 miliardi di dollari di fatturato e un valore di mercato di 60-70 miliardi di dollari ha ricevuto ieri l'approvazione di Wall Street dove i titoli della Sbc e di BellSouth hano guadagnato terreno. Daniela Roveda (Il Sole 24 ore) |