L’Enel entra nella casa telematica

MILANO — Tariffe differenziate a seconda delle fasce orarie, gestione a distanza degli elettrodomestici mediante Internet o il telefono, controllo e riparazione degli impianti per via telematica. L’Enel annuncia lo sbarco nel futuro per i 27 milioni di utenti italiani che dall’anno prossimo si vedranno sostituire, gratuitamente e per grado, i vecchi contatori con prodotti di nuova generazione a tecnologia digitale. I contatori del futuro quelli intelligenti, che dal 2001 saranno costruiti in 8 milioni di esemplari all’anno, saranno messi in rete grazia alla piattaforma di controllo remoto progettata dalla Echelon di Palo Alto. E ieri il gruppo elettrico guidato da Franco Tatò ha annunciato un’intesa, che diventerà definitiva entro giugno, con la compagnia Usa per la fornitura di questa tecnologia che prevede da parte di Enel anche un’opzione per l’acquisto di una quota del 9% di Echelon pari a un investimento di circa 200 miliardi. Nell’innovativo piano annunciato da Enel la fornitura del contatore intelligente sarà come detto gratuito mentre i servizi di controllo remoto saranno a pagamento. Un sistema questo, ha precisato ieri l’Enel, che è stato studiato per essere aperto anche ad altri operatori. La compagnia elettrica ha voluto precisare che la personalizzare delle tariffe con relativo risparmio energetico (far funzionare di notte gli elettrodomestici) sarà possibile se e quando la normativa lo consentirà. In attesa che la casa o l’ufficio del futuro prendano forma entro maggio Enel farà partire a Bologna e Firenze un progetto pilota su 400 famiglie per monitorare la possibilità che sulle linee elettriche viaggi anche il segnale telefonico. Nella flessione generale dei mercati l’intesa Enel-Echelon ha fatto bene ai loro titoli. Il gruppo italiano ha guadagnato lo 0,81% mentre quello Usa guidato da Kenneth Oshman (80 miliardi di fatturato) ha fatto un balzo del 10,89%. Una boccata d’ossigeno per una compagnia della new economy travolta dalla crisi del Nasdaq: a marzo le sue azioni valevano oltre 100 dollari, ieri 35.

Roberto Bagnoli

(La Repubblica)