Tra tariffe e spot la guerra delle urbane

Di cifre, per il momento, da Infostrada non ne escono: a una settimana dall’apertura delle telefonate urbane ai nuovi gestori, è dato solo sapere che il bilancio è «molto positivo». Anche in questo inizio di 2000, la clientela continua a crescere (le ultime rilevazioni parlano di un milione e 900mila clienti residenziali e 450mila imprese). «Abbiamo ricevuto molte richieste in questa prima settimana di liberalizzazione — commenta Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Infostrada — Nonostante ferie e ponti, che hanno visto comunque gran parte degli italiani cambiare le abitudini e rimanere a casa, stiamo assistendo allo stesso successo che ha riscosso l’estate scorsa il servizio Libero, con il quale la nostra società consente l’accesso gratuito a Intenet». Ma quali sono le prospettive che si presentano ai nuovi gestori con l’apertura del traffico urbano e perché si ritiene che questo segmento possa tanto interessare i consumatori, visto che le differenze tariffarie non sono poi così significative? Lo scenario che si prospetta è assolutamente positivo per i nuovi competitor, visto che le urbane rappresentano il 65% del traffico telefonico; il resto — le chiamate internazionali, le interurbane e quelle verso i cellulari — stava andando verso una lenta saturazione visto che già circa quattro milioni di utenti sono passati ai concorrenti di Telecom Italia. Molti clienti, sia residenziali che business, utilizzano ancora il telefono fisso per le proprie comunicazioni e l’esigenza del consumatore è quella di ottenere da un gestore tutta la gamma dei servizi telefonici. Le urbane sono però le telefonate meno care, e quindi le meno redditizie, per gli operatori. E poi, oltre un certo limite i prezzi non possono essere compressi... Ciò che conta non è la redditività del singolo servizio, ma l’insieme, il «mix», la possibilità di offrire alla clientela la molteplicità dei servizi che questa può richiedere. Il profilo medio del cliente — alla stregua del consumatore che si reca al supermercato — risulta composto da un ampio numero di componenti, di bisogni telefonici, che vanno da Internet alle interurbane fino alle internazionali. Per ora sono solo una decina le città dove è possibile scegliere Infostrada per le proprie urbane. Quali le prossime tappe? Per poter offrire il servizio su tutto il territorio è necessario triplicare la rete, attaccarsi alle centrali di transito locali di Telecom che sono 630, dimensionare la propria rete e i kit di interconnessione. Si può comprendere lo sforzo in atto se si pensa che il traffico urbano ammonta a circa 25-28 miliardi di minuti al giorno. Si tratta di dimensionare la rete, le centrali, i call center, tutte le aree, da quella gestionale al billing. Da settembre a gennaio siamo riusciti a partire in una decina di città, e nei prossimi quattro o cinque mesi contiamo di coprire tutti i 252 distretti telefonici italiani. E gli investimenti? Di qui al 2009 sono stati stanziati 4.200 miliardi di lire, dei quali 1.300 già spesi per la realizzazione della rete esistente: 5mila chilometri in fibre ottiche, 24 centrali pubbliche di commutazione, 54 nodi Sdh di transito. Entro la fine del 2000 contiamo di renderla ancora più capillare con la realizzazione di altri 1.700 chilometri. L’interrogativo più diffuso riguarda però il canone. Con l’"unbundling del local loop", annunciato per quest’estate, si potrà dire addio all’abbonamento a Telecom Italia? È prematuro dire che gli italiani potranno liberarsi del canone. Va chiarito che sono molto complesse le problematiche tecniche che ruotano intorno all’"unbundling del local loop". Basti pensare che i doppini, il contatto finale che consente di entrare in casa dell’utente, sono 24 milioni e si contano ormai circa 80 licenziatari. Nei prossimi mesi bisognerà capire quali sono le condizioni operative, come i nuovi operatori potranno collocarsi lungo la rete ed arrivare dentro le case degli italiani. Tutti parlano di luglio, ma anche per una questione di trasparenza, va sottolineato che nel secondo semestre del 2000 la possibilità di cambiare definitivamente operatore sarà offerta a un limitato numero di utenti.

Rossella Cadeo

(Il sole 24 ore)