Telecom, il riassetto finisce in archivio

 

MILANO (r.g.) - Il piano di riassetto di Telecom non c'è più. Non ci sarà il passaggio del controllo di Tim, il primo operatore europeo di telefoni cellulare, da Telecom a Tecnost. Il consiglio di amministrazione di Tecnost, azionista di controllo dell'ex monopolista delle telecomunicazioni, ha deciso ieri pomeriggio di "non procedere" alla realizzazione del progetto annunciato alla fine di settembre. Roberto Colaninno ha confermato, invece, la piena validità del piano industriale e ha assicurato che il buy back sulle azioni di risparmio Telecom verrà effettuato alle condizioni già note (6 euro per azione, fino al 34% dei titoli di risparmio).
Il consiglio Tecnost, informa un comunicato, "ha riesaminato il piano di riassetto societario del gruppo proposto lo scorso mese di settembre e ha deciso di non procedere con tale operazione". La società "ha infatti preso atto che, nonostante l'indubbio potenziale in termini di creazione di valore per tutti gli azionisti insito nel piano di riassetto, si è reso evidente come non sia possibile ottenere da tutte le parti interessate il consenso necessario alla sua positiva attuazione". Inoltre "la straordinaria vivacità del settore delle telecomunicazioni a livello internazionale ha reso progressivamente sempre più difficile valutare in modo obiettivo gli asset oggetto dell'operazione".
Il progetto di riorganizzazione, dunque, non si può concretizzare perché non c'è il consenso adeguato, com' era apparso chiaro fin dalle prime reazioni a fine settembre quando gli investitori istituzionali, gli azionisti di minoranza e anche il Tesoro, che aveva ventilato l'esercizio della golden share, si erano schierati contro il piano. Ma questa marcia indietro, per gli amministratori di Tecnost e Olivetti, può diventare l'occasione per fare qualche cosa di importante. Il riferimento alle clamorose operazioni in corso sul mercato europeo delle telecomunicazioni, dove si moltiplicano take over e aggregazioni impensabili fino a poche settimane fa, è il sintomo che i valori, anche di Telecom, possono crescere se opportunamente sollecitati. Colaninno sostiene che "il mercato è in grande effervescenza e sono convinto che offrirà opportunità straordinarie che Telecom Italia saprà puntualmente cogliere, dobbiamo quindi concentrarci sullo sviluppo industriale del gruppo ancora più intensamente per far emergere i valori di Telecom oggi non espressi". Il consiglio di amministrazione di Olivetti ha preso atto delle decisioni di Tecnost e le ha approvate.
I vertici del gruppo non hanno discusso di numeri. Cioè non è stata ufficializzata la fairness opinion della Salomon Smith Barney che doveva indicare i concambi azionari Tecnost-Telecom. L'ipotesi iniziale avanzata dai vertici Telecom era di 1,50-1,65 azioni Tecnost contro una azione Telecom. Secondo alcune indiscrezioni la Salomon avrebbe ventilato, al termine del suo lavoro, un rapporto di 2,2-2,3. Ma numeri ufficiali non ce ne sono. E, comunque, da ieri non si parla più di concambi in casa Telecom. Si torna, invece, a parlare di piano industriale che rimane confermato nelle sue linee generali: valorizzazione delle attività, riduzione di personale, tagli ai costi, recupero di efficienza. Il 23 novembre è previsto un incontro informale tra Telecom e i sindacati in preparazione della riunione del 3 dicembre quando Colaninno dovrebbe illustrare ufficialmente tutti i contenuti del piano industriale. Intanto oggi si vedrà la prima reazione dei mercati al dietro-front di Colaninno.

 

(La Repubblica)