Bell, Colaninno serra le fila

MILANO (r.g.) - Un investitore finanziario europeo entrerà nei prossimi giorni nel capitale sociale della Bell s.a., la finanziaria di diritto lussemburghese che controlla circa il 21% dell' Olivetti. L'annuncio, a quanto risulta in ambienti finanziari vicini all'operazione, potrebbe essere imminente. Il nuovo importante socio investirà nella capogruppo della cordata padana, che raccoglie gli interessi di un centinaio di imprenditori guidati da Roberto Colaninno e da Emilio Gnutti, e favorirà il consolidamento dell' azionario di riferimento dell'Olivetti. Proprio nell'ultima settimana si sono notate in Borsa le manovre in corso attorno alla holding d'Ivrea, cui fa capo il controllo di Telecom Italia. Olivetti è stato il titolo più trattato e ha guadagnato oltre il 14% negli ultimi giorni. Colaninno sostiene che "c'è la fila" per entrare nella Bell, ma "ma pochi sono gli eletti". Anche l'arrivo del socio straniero conferma, tuttavia, che gli azionisti della Bell sono in movimento e probabilmente cercano di rafforzare sensibilmente la presa sull'Olivetti, che rimane una splendida preda per chiunque volesse investire nelle telecomunicazioni italiane. Il controllo dell'Olivetti non è blindato, la società d'Ivrea è pienamente contendibile e così dovrebbe restare anche in futuro. L'obiettivo a breve termine del salotto bresciano-mantovano sembra essere quello di portare la quota di possesso in Olivetti il più vicino possibile al 30%. Chi supera questa soglia deve sottostare all'obbligo dell' offerta pubblica di acquisto. Quindi i pratici ed esperti soci della Bell puntano almeno a garantirsi un futuro sereno: se l' Olivetti dovesse essere scalata vogliono guadagnarci il più possibile. D'altra parte gli interessi del mercato per la crescente valorizzazione della catena Olivetti-Telecom sono comprensibili. Ci sono diverse operazioni in preparazione. Nei prossimi mesi Telecom metterà sul mercato Tin.it, il più grande Internet provider italiano, e molti analisti ipotizzano che sarà il collocamento dell'anno. Inoltre sono sempre in cantiere iniziative nella telefonia cellulare sul mercato europeo, in particolare in Germania e in Gran Bretagna, che potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi. Per la verità sul mercato si continua a vociferare di alleanze strategiche internazionali che dovrebbero essere perseguite da Telecom. In particolare si è tornati a parlare, soprattutto in ambienti politici, di presunti rinnovati contatti tra l'ex monopolista italiano e il gigante tedesco Deutsche Telekom. Ma le voci sono voci e non trovano riscontro, tanto più che il solo nome Deutsche Telekon pare faccia venire l'orticaria agli uomini di Colaninno. Si vedrà. Così come bisognerà vedere se diventeranno realtà le insistenti indiscrezioni che girano in questi giorni nei circoli della finanza. Si dice che Mauro Ardesi, 47 anni, costruttore edile, uno dei più ricchi patrimoni di Brescia, potrebbe spostare i suoi investimenti dalla Bipop, banca di grande successo nella Borsa del 1999, alla Bell e diventare così importante azionista dell'Olivetti. Ardesi è il principale azionista della Bipop guidata dal suo amico Bruno Sonzogni, con circa l'8% del capitale, una quota che vale ben oltre i 2000 miliardi di lire agli attuali corsi di mercato. Bipop ha macinato un record dopo l'altro grazie al successo del trading on line da parte della controllata Fineco. Fineco, che inizialmente si occupava di servizi parabancari, venne creata diversi anni fa proprio da Emilio Gnutti, capocordata dei bresciani dell'Olivetti, con la partecipazione di Ardesi. I due, a un certo punto, litigarono di brutto e divisero affari e strade. Potrebbero adesso tornare insieme? Davvero Ardesi vuole uscire dalla Bipop e investire altrove i suoi quattrini? Sarebbe una bella novità. Per ora bisogna segnalare che in ambienti finanziari bresciani viene smentita l'ipotesi di un'uscita di Ardesi dal capitale della Bipop. Secca anche la smentita da parte di fonti vicine alla Bell su una possibile partecipazione del costruttore-finanziere bresciano al capitale. La pace tra Ardesi e Gnutti non sembra all'ordine del giorno, ma nella finanza tutto è sempre possibile.

(La Repubblica)