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GALLERIA : E Mieli Dix.it: "Uniamoci" La trattativa, segretissima, è ben avviata: Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, dirigente-chiave della Rcs, potrebbe lasciare presto il gruppo di via Solferino. La destinazione? Un ruolo ai vertici del gruppo e.Biscom, la società di Silvio Scaglia e Francesco Micheli che guida il consorzio Dix.it nella dura battaglia per la conquista della licenza Umts. Quel che è certo, per ora, è che Mieli ha preparato con cura la sua uscita dal gruppo Rcs cooptando alla guida delle attività Internet l'ex direttore del Messaggero Pietro Calabrese, strappato a caro prezzo dalla Rai. E qualcuno già collega la clamorosa offerta a Mieli con le grandi manovre che precedono la gara per le licenze dei telefonini di terza generazione. Mieli, direttore de La Stampa prima e del Corriere poi, può vantare eccellenti rapporti con Cesare Romiti, che partecipa alla gara con una quota nel consorzio Andala (Tiscali e Bernabé, ma anche la Cir di Carlo De Benedetti), e con la famiglia Agnelli (partner di Dix.it). Facile, perciò, pensare a una missione di pace , benedetta magari dal consenso del mondo politico. La benedizione del mondo politico ce l'ha già invece Federchimica che all'assemblea (di lunedì 29 maggio) ha invitato esponenti del governo per parlare del futuro della chimica nostrana, frenata da paletti normativi che certo non le facilitano la vita rispetto ai concorrenti internazionali. Nel corposo carnet di inviti c'è anche il neo ministro della sanità Umberto Veronesi, con cui è facile immaginare di che cosa parleranno il presidente Giorgio Squinzi e il direttore generale Guido Venturini, visto che nell'universo chimico un posto importante è ricoperto dalla farmaceutica. Attesi anche Patrizia Toia (Rapporti con il parlamento); Piero Fassino che oggi è ministro di Grazia e Giustizia, ma che ha dato un'ottima prova quando era al ministero per il Commercio estero. Incarico che nel governo Amato è andato (insieme alla responsabilità del Minindustria) a Enrico Letta, anche lui invitato a Milano. Come il noto economista Marcello De Cecco. Rimaniamo nel mondo dell'industria dove Tamburi & Associati, da anni ai vertici delle classifiche delle operazioni di acquisizioni e cessioni di aziende in termini di numero di deal andati felicemente in porto, ha acquisito il 55 per cento del capitale di Advance-Intelligenza finanziaria per l'impresa. L'operazione ha lo scopo di sostenere lo sviluppo del progetto Web Equity, vale a dire l'acceleratore tecnologico creato e promosso dalla stessa Tamburi & Associati insieme a una cinquantina di imprenditori e professionisti. Tra i tanti gruppi industriali, quelli di Angelini, Bassetti, Marzotto, Manuli, Seragnoli e nella squadra dei professionisti Giubergia e Bain-Cuneo. Web Equiti approderà al listino all'inizio del 2001. (La Repubblica - Affari e Finanza) |