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Sull'Umts troppe incertezze per la rete S. MARGHERITA DI PULA - "La realizzazione della rete Umts è ad alto rischio e l'Italia può perdere la leadership conquistata sul campo in questi anni e la convergenza con Internet": gli operatori di telefonia mobile hanno scelto la platea del seminario annuale di Ericsson sul nuovo sviluppo di Internet Mobile per lanciare un allarme molto concreto. Più delle dimensioni del costo delle licenze a preoccupare Tim, Omnitel, Wind e la neonata Blu, oltre ovviamente ai realizzatori della rete come Ericsson, è la situazione di crescente incertezza relativa all'installazione delle stazioni radio. "Deve essere molto chiaro che cosa si vende - ha sottolineato l'amministratore delegato di Tim, Marco De Benedetti - perché queste licenze sono per l'effettuazione di un servizio. E' indispensabile che vengano adottate misure che garantiscano la realizzazione della rete in tempi certi e che tutti siano chiamati al rispetto delle norme sull'inquinamento elettromagnetico che sono già 45 volte più restrittive che negli altri paesi europei. Partecipare alla gara è quasi un obbligo, ma non siamo disposti a farlo a qualunque costo". Ancora più netto l'amministratore delegato di Wind, Tommaso Pompei: "A queste condizioni l'Umts è un business ad alto rischio. Il costo delle licenze dovrebbe almeno essere suddiviso tra Stato e amministrazioni locali che hanno facoltà di elaborare, approvare e far realizzare un apposito piano di installazione delle rete". Gli operatori di telefonia mobile stanno lavorando alacremente per cercare di ottimizzare le attuali stazioni radio ma si tratta di un impegno molto oneroso che richiede comunque un perimetro di certezze: "In alcuni casi riusciremo a sostituire le attuali cabine installando nuove centrali in grado di gestire un maggior numero di frequenze - ha spiegato Valerio Zingarelli, direttore rete di Omnitel - ma esiste un rischio di vera e propria esplosione dei costi". Un nodo determinante anche per i partner industriali chiamati alla realizzazione della rete: "In Spagna con un decimo delle persone siamo riusciti a realizzare installazioni tre volte più veloci - sottolinea Massimo Gentili, amministratore delegato di Ericsson Telecomunicazioni - per questo crediamo indispensabile che il pagamento delle licenze venga correlato strettamente alla realizzazione della rete Umts. In Italia per garantire la copertura dell'80% della popolazione sono necessarie almeno 6 mila stazioni radio che salgono a 9 mila per raggiungere il 95%". Per gli operatori significa preventivare, oltre ai costi della licenza, un investimento minimo di 4-5000 miliardi: "Mediamente si tratta di un venti per cento in meno di quanto sono costate le reti Gsm - conclude Gentili - perché sono stati raggiunti livelli tecnologici sempre più sofisticati. Ora la variabile più rilevante è quella legata ai costi delle stazioni". Preoccupazioni sul fronte Umts arrivano anche dal Credit Lyonnais, che segnala l'escalation dei prezzi per le nuove licenze, che rischiano di soffocare il sistema bancario. "I valori sono molto sopravvalutati - ha detto il presidente Jean Peyrelevade - siamo in una sacca, siamo ai limiti della capacità di finanziamento. Credo che il mercato stia commettendo un errore". (La Repubblica) |