|
Il turbo-Internet in questa versione rischia di essere una chimera MILANO (a.d.s.) - Il "turbo Internet" italiano rischia di essere una chimera. L'offerta di Telecom Italia per l'Adsl, il sistema di digitalizzazione asincrona della normale linea telefonica per aumentare la velocità di trasmissione dalla centrale all'utente finale, non garantirebbe la disponibilità di banda necessaria per tutti gli abbonati. L'accusa è contenuta nell'integrazione della denuncia presentata venerdì scorso dall'Associazione degli Internet provider italiani all'Authority delle telecomunicazioni e all'Antitrust. "Speriamo che gli organismi preposti alla tutela del mercato e della concorrenza questa volta possano decidere rapidamente - dice Andrea Valli, il legale dell'Aiip - perchè si rischia di diffondere un servizio che non permette di navigare in Internet ad alta velocità". La denuncia presentata dall' Aiip è molto dettagliata: "assicurare una banda tale da garantire statisticamente le condizioni dell'offerta di 200 kilobit al secondo, come dichiarato pubblicamente in una convention da Telecom - si legge nel documento inviato all' Autorithy - con una rete di raccolta dimensionata per dare 5 kilobit al secondo di banda nazionale, è statisticamente possibile solo se l' utente Internet trasferisce una quantità di dati sostanzialmente inferiore a quella che mediamente si registra oggi nei collegamenti alla Rete". Secondo l'analisi condotta dall'Aiip, anche utilizzando la ricerca effettuata da uno dei principali operatori mondiali delle telecomunicazioni, attualmente un "navigatore" scarica dalla rete 3,5 megabyte di dati all' ora. La previsione, soprattutto per chi acquista un servizio Adsl, è ovviamente quella di poter utilizzare Internet per applicazioni molto più pesanti del passato, dai file musicali Mp3 ai filmati sino alla visione di eventi in diretta audio o video, come le regate di Luna Rossa o gli eventi sportivi. In base alla ricerca condotta a livello internazionale e allegata al ricorso, nelle ore di picco la velocità massima di trasferimento sarebbe di 30 kilobit al secondo per ciascuno degli utenti abbonati al servizio base, sette volte inferiore ai 200 kilobit dichiarati da Telecom Italia. Il punto critico risulta così essere a quota ventisette: se gli abbonati al "turbo" collegati contemporaneamente sono più di 27, nei momenti di picco la velocità potrebbe risultare nettamente inferiore a quella che si aspetta il cliente. L'associazione degli Internet provider aveva già presentato un ricorso contro Telecom per i servizi Adsl già dal novembre dello scorso anno: alla base della richiesta di intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato c'era un'analisi economica dell'offerta dell'ex monopolista. "Se si considerano tutti i componenti di costo sopportati da Telecom, compreso il doppino che peraltro è già pagato dall'utente finale con il canone - continua l'avvocato Valli - non si arriva a più di 500 mila lire, contro un listino ufficiale di Telecom di 830 mila per l'offerta base. L'obiettivo degli Internet provider è quello di ottenere costi per i pacchetti più bassi per garantire una qualità migliore". La forte crescita degli abbonati alla Rete porterà sempre più in evidenza il problema della larghezza della banda: "Telecom Italia per poter garantire livelli di qualità in linea con le aspettative ha solo due strade - conclude l'avvocato Valli - o garantire più banda per ciascun utente di ogni lotto o ridurre il numero degli abbonati che oggi è fissato a quota cento". Una patata bollente ora sul tavolo dell'Autorithy sulle telecomunicazioni, che mercoledì scorso ha deciso di rinviare almeno di una settimana la decisione sulla regolamentazione dell'offerta del "turbo Internet". (La Repubblica) |