Da giovedì cambiano le tariffe Telecom

Primo assaggio tariffario per le nuove chiamate fisso-mobile: a partire da giovedì 17, cambiano i prezzi delle telefonate effettuate con Telecom Italia dagli apparecchi di casa (e d’ufficio) e dirette ai cellulari. Ciò che cambia è soprattutto il criterio secondo il quale verranno addebitate le conversazioni: sparirà infatti — per chi chiama — la distinzione tra cellulari family e business e verranno utilizzate solo due fasce orarie. A questa semplificazione fa però da contraltare il debutto di due ulteriori distinzioni: viene introdotta una tariffa fisso-mobile specifica per gli abbonati affari e, inoltre, le chiamate costeranno diversamente a seconda che si digiti il numero di un cellulare Tim, Omnitel o Wind. Queste, in sintesi, sono le novità per quanto riguarda le conversazioni originate dalla rete di Telecom Italia. Sono ancora top secret, invece, le contromanovre che gli altri operatori stanno preparando per mantenere e incrementare il rispettivo traffico sull’"appetitoso" segmento delle chiamate fisso-mobile. Uniche a essersi sbilanciate sono Planetwork, che farà partire le nuove tariffe dal prossimo 1° marzo, e Albacom che ha allo studio nuove condizioni ufficio-mobile sempre per marzo. Ecco che cosa attende gli abbonati Telecom a partire da giovedì. Il nuovo meccanismo. La vera svola è l’eliminazione della distinzione tra cellulari family o business: per chi chiama dall’apaprecchio fisso di casa il costo sarà sempre lo stesso. Unica distinzione, la fascia oraria: dalle 8 alle 18.30 nei feriali (e il sabato fino alle 13) verrà infatti applicata la tariffa piena, mentre quella ridotta coprirà gli orari restanti e i giorni festivi. Nessuna differenza di fascia oraria per gli abbonati di Telecom Italia con contratto affari: per questi è prevista una tariffa unica 24 ore su 24. Più penalizzato chi chiama, infine, da una cabina pubblica: dovrà mettere in conto anche due scatti alla risposta, anziché uno soltanto (200 lire l’uno, più Iva al 20%). Attenzione, però: se dal 17 febbraio non avrà più importanza riconoscere i prefissi per capire se si chiama un family o un business, sarà comunque opportuno individuare il gestore del radiomobile che si chiama. Infatti i prezzi sono diversi a seconda che si tratti di un cellulare Tim, Omnitel o Wind. I prezzi. Cosa cambia in sostanza sul fronte delle tariffe? In primo luogo le chiamate nella fascia peak (quella più cara) dirette agli ex numeri family costeranno circa la metà; aumenteranno invece intorno al 60% quelle effettuate, sempre ai family, la sera e nel week end: ad esempio, per tre minuti all’apparecchio nei feriali di giorno si spenderanno (scatto alla risposta e Iva inclusi) da un minimo di 2.183 lire (per mettersi in contatto con un Tim) a un massimo di 2.284 (Omnitel) contro le 4.613 del vecchio sistema. Di notte e nei week end, però, non basteranno più 762 lire, ma occorrerà preventivarne da 1.124 (Wind) 1.214 (Omnitel). La tariffa "unica" peserà anche sulle comunicazioni verso gli ex-business, che subiscono — in entrambe le fasce orarie — un ritocco verso l’alto (dal 12% nel peak time al 24% nell’off peak). A beneficiare maggiormente del nuovo meccanismo saranno gli abbonati con il canone affari: tariffa unica a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno della settimana. Una tariffa che risulta mediamente più bassa (intorno al 22%) di quell’intera (cioè diurna) applicata agli utenti residenziali, (ma di circa un terzo più cara se confrontata con la fascia oraria ridotta). Risparmi e contestazioni. La novità di questa settimana prende le mosse dall’intervento dell’Authority per le comunicazioni che il 18 gennaio scorso ha approvato il nuovo listino elaborato dalla stessa Telecom Italia d’intesa con i gestori mobili. Oltre a una drastica semplificazione, il nuovo sistema dovrebbe determinare sulle bollette degli abbonati di Telecom Italia un risparmio medio del 29%, cui potrebbe comunque seguire entro la prossima estate — dopo un’azione di verifica da parte dell’Authority — un’ulteriore revisione delle tariffe. Del risparmio annunciato non sono tuttavia convinte le associazioni dei consumatori, le quali sono già insorte a sottolineare le conseguenze negative per gli utenti: con il riequilibrio delle tariffe, spariranno infatti i prezzi fortemente scontati per chiamare i family la sera e il week end e chiamare gli "ex business" costerà mediamente di più. Inoltre, sull’evoluzione di prezzi che i gestori alternativi potranno applicare ai loro abbonati, incombe anche l’entità del contributo aggiuntivo che questi dovranno pagare a Telecom Italia per ottenere la "carrier preselection". Ultimo interrogativo sollevato dalle associazioni: che fine ha fatto il messaggio vocale promesso dall’Autorità che avrebbe dovuto comunicare all’utente di rete fissa la spesa cui va incontro digitando il prefisso di un mobile?

Rossella Cadeo

(Il Sole 24 ore)