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Viasat, il crocevia del business on line Nel giro di pochi giorni Viasat, la joint venture tra Magneti Marelli e Telespazio per i servizi Gps di teleassistenza, teleprotezione e infomobilità, si è trovata nel cuore dell’evoluzione del sistema economico e industriale italiano: da una parte, l’accordo tra General Motors e Fiat; dall’altro, la fusione tra Seat Pagine Gialle e Tin.it. Il quadro è presto delineato: Gm ha in mano Onstar, concorrente americano di Viasat, mentre la casa torinese controlla Magneti Marelli. Telecom, invece, conferisce nell’aggregato Seat-Tin.it la partecipazione (50%) di Telespazio in Viasat, la quale subisce un’accelerazione nella trasformazione, in atto da tempo, in società di servizi della nuova economia digitale. «In questo momento in cui tutti parlano di "new economy" — afferma Pierluigi Leone, nuovo amministratore delegato di Viasat — bisogna iniziare a considerare l’infomobilità un tassello di questa economia virtuale». Secondo Leone il potenziale di sinergie è notevole, poiché il primo e il secondo attore mondiali (Onstar e Viasat, appunto) dei servizi informativi per la mobilità si trovano ora a contatto. Attualmente non vi sono rapporti particolari con Onstar e Gm, ma a seguito dell’accordo con Fiat si creeranno intese per espandere il business della joint venture a livello internazionale, contando su una produzione congiunta di oltre 11 milioni di veicoli, su cui installare nuclei telematici, e per il supporto tecnologico di Magneti Marelli e delle compagnie che fanno parte della costellazione di Detroit. Benché Onstar vanti 100mila utenti, il "peso" di Viasat (30mila abbonati, ma con l’ambizione di arrivare a 100mila entro l’anno) è maggiore, poiché agisce sul parco auto italiano, numericamente molto inferiore a quello Usa. Su questa base si possono erogare inedite prestazioni informative, sancendo definitivamente la trasformazione di Viasat da produttore di antifurto Gps a fornitore di servizi per la vita in automobile, che spaziano da quelli attuali (sicurezza, assistenza e navigazione) a quelli più futuribili: transazioni bancarie telematiche, pianificazione degli spostamenti e Internet in auto. Non solo: Leone segnala, tra le prospettive, l’utilizzo delle nuove tecnologie per le telecomunicazioni mobili, quali il protocollo Wap per accedere con il telefonino al web, e soprattutto l’Umts, che diventerà lo strumento tecnologico per l’Internet senza fili, anche in auto. La Rete, quindi, è nel futuro di Viasat, che si trova, a seguito della partnership tra Seat e Telecom, nel centro dell’evoluzione del web in Italia, in cui confluiscono operatori del calibro di Matrix (che possiede il portale e motore di ricerca Virgilio). Viasat ha molto da offrire alla nascente economia digitale italiana: dispone di una centrale operativa dotata di sistema informativo geografico — asset primario della compagnia — in grado di fornire informazioni territoriali a una pluralità di utenti. Non solo auto, quindi. Leone non esclude la possibilità di creare un portale, una sorta di “MyViasat.com”, in grado di erogare notizie personalizzate per l’infomobilità. Alla luce dell’operazione Seat-Tin.it appare, tuttavia, più realistico che l’eventuale sbarco di Viasat sulla Rete avvenga all’interno del megaportale del neonato operatore Internet. La società si trova, quindi, nella condizione di ambire alla leadership continentale dei servizi telematici per la sicurezza, il traffico e la localizzazione. E all’orizzonte figura anche la probabile quotazione in Borsa, subordinata comunque nei tempi e nei modi, a detta di Leone, alle decisioni degli azionisti. Mario Cianflone (Il Sole 24 ore)
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