Vodafone,
blitz in Spagna Gent più sicuro sullOpa Mannesmann
NEWBURY Sempre più lanciata nella conquista dellEuropa dei telefonini,
VodafoneAirtouch sarebbe in dirittura darrivo per rilevare la maggioranza della
spagnola Airtel. Secondo fonti vicine alle trattative rilanciate dalla Reuters a Madrid,
la quota sarebbe il 34,5% in mano alla banca Bsch, mentre secondo il «Financial Times»
di oggi lacquisizione si estenderebbe a tutti gli azionisti spagnoli di peso.
Vodafone ha attualmente il 22% di Airtel. Nel primo caso laccordo porterebbe il
gruppo angloamericano al 56,5% del capitale di Airtel con per un valore di 7,6 miliardi
di dollari, nel secondo salirebbe all80%, pari a unacquisizione da 14,6
miliardi di dollari. Loperazione consisterebbe, come nel caso di Mannesmann, in unofferta
di scambio azionario.
Ieri sera fonti della società hanno opposto un «no comment» alle voci di mercato, ma
nella mattinata al quartiere generale di Vodafone a Newbury, davanti a un gruppo di
giornalisti tedeschi e a «Il Sole 24 Ore», lamministratore delegato di Vodafone,
Chris Gent, ha messo in chiaro che la società ha intenzione, là dove possibile, di
crescere nelle jointventure in cui ha posizioni minoritarie. «Inizialmente una delle
condizioni per ottenere delle licenze allestero ha detto Gent era di
entrare in società in posizioni di minoranza. Lentamente siamo saliti alla maggioranza in
7 jointventure su 15. Se loperazione Mannesmann andrà in porto giungeremo a 10 su
15. Vi sono peraltro altre due partnership su cui sono in corso trattative». Molto
probabilmente lunedì, in concomitanza con una conferenza stampa di Mannesmann a Londra,
sapremo se una delle due trattative riguardava Airtel.
Quanto alloffensiva del sorriso in Germania nella prima metà della settimana per
conquistare il favore degli azionisti, Gent si è detto ottimista delle chance di successo
delloperazione. «Se Esser sostiene di avere lappoggio del 3035% degli
azionisti si tratta di buone nuove ha detto ironicamente perchè significa
che noi abbiamo il sostegno del 6065% rimanente. In questi giorni, peraltro, ho
continuato a parlare con moltissimi investitori e la maggioranza ci sostiene». Gent ha
detto che gli investitori che detengono sia azioni Vodafone sia Mannesmann sono circa il
50% del totale. Determinato come un carro armato, il top manager inglese è deciso a tirar
dritto: «A fine dicembre consegneremo i documenti, il primo gennaio partirà lofferta
formale e a fine gennaio avremo il controllo della maggioranza della società. A quel
punto statuti a parte (solo con il 75% si può cambiare la regola che fissa al 5% i
diritti di voto per ogni singolo azionista ndr) ci attendiamo che il top management di
Mannesmann accetti la nostra proposta seguendo la volontà degli azionisti. Gent ha
ribadito a più riprese di preferire unofferta amichevole «nellinteresse di
tutti» ma ha preso atto che Klaus Esser, amministratore delegato di Mannesmann «non
vuole trattare perchè crede in una diversa strategia e vuole restare indipendente. Se
questa rimarrà la sua posizione dovremo rivolgerci direttamente agli azionisti».
Gent è tornato a battere sul tasto che la fusione «ha una logica stringente» e che per
tale motivo «nessuna altra società si è fatta finora avanti perchè non vi sono
alternative migliori. Se loperazione però saltasse ha messo in guardia
le nostre due società diverrebbero vulnerabili, specialmente Mannesmann che è
più piccola, a un attacco da parte di un gruppo Usa. Questa è la migliore proposta
europea possibile». Alla domanda se vi potesse essere un cavaliere bianco allorizzonte,
in particolare France Telecom, Gent ha risposto gelido che «per quanto mi risulta il
partner di Mannesmann e nostro in Francia rimane Vivendi» lasciando intendere che ogni
alternativa sarebbe un "tradimento".
Quanto al prezzo, dopo che il giornale «Die Welt» avrebbe lasciato intendere che il
consiglio di Mannesmann potrebbe essere disposto a trattare unofferta più elevata,
Gent è stato lapidario: «Abbiamo detto che la nostra offerta è definitiva. Il nostro è
uno scambio di azioni. Agli ultimi prezzi valuta Mannesmann 255 euro per azione, 100 euro
in più di quanto la società valeva un mese fa, prima che lanciasse lOpa su Orange.
Mi sembra un prezzo più che ragionevole che offre agli azionisti del gruppo tedesco il
47% della nuova società. Una fusione tra eguali è da escludere perchè non verrebbe
accettata dai nostri azionisti». Quanto alle attività nel settore fisso Gent ha detto di
volerle tenere e quotarle parzialmente «per raccogliere denaro e rientrare dai debiti,
valorizzare Arcor e Infostrada e motivare il loro management e i dipendenti».
Marco Niada
(Il Sole 24 ore)
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