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Sulla trasparenza si può fare di più Le nuove condizioni economiche applicate alle chiamate dirette a telefonini Omnitel, Tim e Wind ed effettuate dal telefono di casa o dell’ufficio interessano una fetta sempre più grande della bolletta telefonica. In molti casi, infatti, oltre il 50% delle spese per le chiamate fatte dal telefono fisso è dovuto a telefonate verso telefoni mobili. La decisione dell’Autorità, che ha dato il semaforo verde alle nuove tariffe, segna una svolta significativa per la soluzione di un problema che l’Anuit — l’associazione nazionale utenti telecomunicazioni — aveva sollevato da anni: l’ingiustificabile differenza di costo per chiamate dirette a telefoni mobili con contratti diversi. Finalmente, chiamare un telefonino con contratto family e con contratto business costerà lo stesso. Viene però introdotta una differenziazione tra le chiamate originate dal telefono di ufficio, rispetto a quelle fatte dal telefono di casa e vengono definiti costi diversi in base al gestore dell’utente chiamato, riconoscibile in base al prefisso del telefonino (basta ricordarsi che 0324 è Domodossola, mentre 0328 è Wind, 0331 è Busto Arsizio, 0332 è Varese, ma 0333 è Tim, 0345 è S. Pellegrino Terme, 0346 è Clusone, mentre 0347 è Omnitel, 0360 è ancora Tim, 0362 è Seregno, e così via). Per le chiamate fatte dall’ufficio, viene stabilita una tariffa unica, senza fasce orarie, mentre per quelle da casa rimane la differenza tra tariffa intera e quella ridotta, ma con significative variazioni dei costi. Questa diversità di trattamento, probabilmente conveniente per le aziende in quanto il costo in orario di ufficio è più basso, potrebbe essere soggetta a critiche (il principio è sempre quello dell’aderenza della tariffa ai costi) se non si dimostra che le chiamate da casa hanno un costo maggiore di quelle effettuate dall’ufficio (che magari si trova al piano di sotto). Inoltre, le nuove tariffe hanno abolito la fascia oraria ridotta per le chiamate effettuate da telefoni pubblici, i cui costi sono notevolmente elevati, soprattutto per le chiamate brevi (incidono molto le 400 lire alla risposta), disincentivando l’uso di tali apparecchi. L’eliminazione delle differenze di trattamento per le chiamate dirette a telefonini con contratto business e family genera poi anche altri vantaggi, come quello di poter mantenere il proprio numero telefonico se si cambia il tipo di contratto (ma non se si cambia il gestore, almeno fino a quando non ci sarà la number portability). È stato dichiarato che, con le nuove tariffe, l’utenza risparmierà circa il 30 per cento. Viene però lasciato in ombra il fatto che i costi delle chiamate, soprattutto quelle verso i telefonini family a tariffa intera, erano scandalosamente alti e, quindi, una riduzione significativa era più che doverosa. Cosa succederà realmente sulle bollette si potrà vedere solo con i dati consuntivi, che, come al solito, saranno scarsamente confrontabili con i dati precedenti in quanto l’ipotesi di invarianza del traffico, che sta dietro ai calcoli effettuati, risulterà, come sempre, sbagliata. Anche la richiesta di conoscere all’inizio della chiamata il costo medio al minuto è rimasta lettera morta, nonostante che la situazione si sia ulteriormente complicata a causa delle differenze di costo per le chiamate dirette ai telefonini dei vari gestori; l’arrivo del quarto Operatore (Blu) e l’assegnazione di cinque licenze per il nuovo sistema Umts, complicherà ancora di più la vita dell’utente che dovrà riconoscere l’abbinamento tra prefisso e Operatore. Dal punto di vista tecnico non dovrebbero esserci particolari problemi a mettere un messaggio (non per nulla Telecom ha una rete "intelligente" e un avviso automatico viene già dato se si dimentica di anteporre il prefisso quando si effettua una telefonata urbana), quindi c’è solo da sperare che l’Autorità mostri un po’ più di coraggio e di determinazione nell’imporre maggiore trasparenza e chiarezza nelle informazioni date agli utenti. Quando poi anche gli altri Operatori di telefonia fissa comunicheranno le loro tariffe per le chiamate verso i telefonini... Sergio Antocicco ( Presidente Anuit) (Il Sole 24 ore) |