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Per chi usa il telefonino all’estero il roaming fa lievitare i costi Gli oltre 32 milioni di italiani che possiedono un telefonino spesso lo utilizzano anche all’estero, in vacanza o per affari. Il sistema che permette ai cellulari di comunicare anche al di fuori dai confini nazionali è il roaming internazionale, ossia gli accordi di interconnessione siglati fra i gestori delle reti dei diversi Paesi. I costi delle telefonate all’estero sono però regolati da un sistema diverso rispetto a quello valido quelle nazionali. Ma, soprattutto, va considerato un particolare: i Gsm pagano (all’estero) anche quando ricevono una chiamata. Le telefonate effettuate. Per le telefonate originate, cioè fatte mentre ci si trova all’estero, le ipotesi sono molte: si può chiamare ad esempio qualcuno all’interno del Paese in cui ci si trova; oppure un numero in Italia; o ancora una persona in un terzo Paese; oppure un altro cellulare italiano all’estero. Il principio generale che regola la tariffazione in questi casi è pressoché valido per tutti i tre gestori italiani: in sintesi, si pagherà la tariffa dell’operatore del Paese ospitante più un ricarico (il cosiddetto mark up) applicato da parte del gestore ospitante e del proprio gestore (quindi Omnitel, Tim o Wind). Le telefonate ricevute. La regola base da ricordare è che quando ci si trova all’estero c’è una suddivisione dei costi fra chi chiama e il Gsm chiamato. Si possono distinguere due casi. Il primo riguarda le telefonate in arrivo dall’Italia: il chiamante paga in base al proprio profilo tariffario se si tratta di un cellulare mentre se usa un telefono fisso secondo le tariffe fisso-mobile decise dai vari operatori di rete fissa; il Gsm all’estero, invece, pagherà la tratta dall’Italia fino al Paese estero in cui si trova in base alle tariffe internazionali del gestore al quale è abbonato. La telefonata in arrivo dall’estero, invece, viene prima "dirottata" verso l’Italia e da qui riparte verso il Gsm che si trova nel Paese straniero. Il chiamante, in questo caso, pagherà la tratta dal posto in cui si trova fino all’Italia (con tariffe diverse a seconda che chiami da rete fissa o mobile) mentre al Gsm all’estero viene addebitata la tratta dall’Italia verso il Paese ospitante (in base alle tariffe internazionali del gestore cui è abbonato). Costi sotto controllo. Per evitare sorprese, prima di partire è opportuno consultare il servizio clienti del proprio operatore (oppure le pagine Internet) per avere un’idea di quanto costerà comunicare con il proprio cellulare all’estero. Va poi ricordato che se il terminale Gsm si collega automaticamente alla rete che ha il segnale più forte, è sempre possibile effettuare — tramite il menu del telefonino — il roaming manuale scegliendo la connessione che appare più vantaggiosa. Il regime di concorrenza vigente per il cellulare digitale nel mondo vede infatti sempre in lizza almeno due concorrenti ed è possibile destreggiarsi tra tariffe leggermente diverse. Un altro particolare da non sottovalutare: le fasce orarie possono essere molto diverse da quelle valide in Italia. Un modo per evitare salassi è farsi mandare i messaggi di testo scritti: leggerli non costa niente e si può scegliere in quale momento richiamare (sempre che il gestore locale renda disponibile il servizio) . Inutile sperare di cavarsela con la segreteria telefonica: se si è all’estero con la segreteria attivata, l’utente Gsm in roaming pagherà l’ascolto dei messaggi alle stesse tariffe di una chiamata internazionale. Rossella Cadeo (Il Sole 24 ore) |