Internet, ma quanto mi costi?

Internet gratis? Non proprio. Contrariamente alle continue campagne pubblicitarie che affollano televisioni e giornali promuovendo offerte di Internet gratis o di abbonamento gratuito alla rete delle reti, navigare e visitare pagine web non è a costo zero. Certo, la massiccia offerta di connessioni "free" promossa dai maggiori operatori del mercato, prima da Tiscali e poi a ruota da Infostrada, Tin, Wind, Worldonline, Jumpy, Kataweb e nelle ultime ore da Infinito e Ciaoweb, ha contribuito notevolmente a favorire il boom di utenti e un po’ anche quello dei computer. Ma navigare costa.

La spesa principale è soprattutto quella legata al collegamento con il proprio provider, di norma il costo di una telefonata urbana o di una interdistrettuale, se non c'è un pop (si veda il "memo" in pagina) nella propria area di residenza.

Con la nuova tariffa Telecom basata sul tempo effettivo di conversazione o di connessione, il costo varia a seconda del tipo di fascia, della durata temporale della telefonata e del giorno: per la fascia intera nei giorni feriali, dalle ore 08.00 fino alle 18.30, e il sabato mattina dalle 08.00 alle 13.00, per chiamate che durino al massimo 15 minuti il costo è di 36,72 lire al minuto, mentre, sempre per gli stessi orari, ma nel caso di chiamate che vadano oltre i 15 minuti, il costo scende a 33,12 lire al minuto.

Per la fascia ridotta, cioè nei feriali oltre le 18.30, il sabato dopo le 13.00 e per i giorni festivi, il costo è di 21,24 lire al minuto per una connessione che dura meno di 15 minuti e di 19,08 lire al minuto se la chiamata dura più di un quarto d’ora.

In ogni caso, c’è sempre un addebito di 120 lire come importo iniziale (scatto alla risposta). Visto che, navigando un minuto su Internet, si vede poco o niente, è forse meglio dire che un’ora di collegamento costa 2.107,2 lire in fascia intera e 1.264,8 lire in fascia ridotta. Anche se non è possibile eliminare questi costi (in Usa si paga solo un gettone d’ingresso e nient’altro), è comunque possibile ammortizzarne la spesa: la Telecom propone una serie di tariffe ad hoc volte a ridurre il costo della telefonata connessione. Una di queste è la "Formula 3": inserendo il numero del provider nei tre numeri telefonici a scelta urbani e distrettuali/interdistrettuali della Telecom Italia, si riceve uno sconto, 24 ore su 24, del 15% rispetto ai prezzi della normale tariffa, con una canone mensile di 2mila lire.

Un’altra opzione è "Formula urbana" (contributo di attivazione 10mila lire e canone mensile di 2.500 lire): in questo caso, scegliendo il numero del provider, si ha diritto a uno sconto del 50% sul prezzo al minuto applicato fino al sesto minuto in entrambe le fasce.

Per coloro, poi, che si devono allacciare a un provider effettuando una chiamata interdistrettuale, la tariffa "Formula Internet" (contributo di attivazione di 10mila lire e canone mensile di 5mila lire), offre uno sconto del 50% dopo i primi due minuti di connessione. Trattandosi di iniziative proposte quando era ancora in vigore la precedente tariffa a scatti, si tratta sempre di opzioni che possono ancora essere attivabili, ma che dovranno essere sottoposte al giudizio dell’Autorità delle Telecomunicazioni per verficarne la compatibilità con il nuovo piano tariffario per le telefonate urbane.

A gravare sull’utente, però, non è soltanto il costo della connessione, ma spesso anche il servizio di assistenza telefonica. Soltanto Wind e Infostrada offrono consulenza tecnica gratuita via telefono. Per Jumpy e Worldonline il costo è quello di una normale interurbana in base alle tariffe Telecom o a quelle di un altro operatore di telefonia fissa; mentre Tin (che offre anche un numero verde con un disco di risposta per aiutare l’utente nel "settaggio" del software e del sistema), è la più cara, dal momento che fa pagare più di 2mila lire per un minuto di conversazione.

Tutti i gestori hanno comunque ricche pagine web piene di consigli per l’installazione e per risolvere i principali problemi che si possono incontrare durante la connessione.


Lorenzo Cavalca

(Il Sole 24 ore)