Schröder: su Mannesmann intervenga la Ue

Il Cancelliere chiede il varo di nuove regole entro dicembre sulle acquisizioni
FRANCOFORTE - Il Cancelliere Gerhard Schröder prosegue la battaglia in difesa di Mannesmann e contro l'attacco di Vodafone: dopo aver fortemente criticato le opa ostili, ha annunciato, attraverso il settimanale Focus, di voler convincere Bruxelles a introdurre entro i primi di dicembre una regolamentazione per le acquisizioni di società, che dia nuovi poteri agli azionisti di minoranza. Una regolamentazione ad hoc, che, se fosse introdotta, arriverebbe ancora prima del via ufficiale all'offerta pubblica di acquisto da 124 miliardi di euro che Vodafone Airtouch si prepara su Mannesmann entro la metà di dicembre. Nel frattempo, dichiarazioni analoghe sono arrivate ieri anche da esponenti di rilievo di altri partiti tedeschi: tutte mirate a ottenere una regolamentazione internazionale per proteggere le società dagli attacchi ostili.
Dichiarazioni dal sapore nazionalistico, che, a giudicare dalle reazioni ironiche della stampa britannica, non si sa se possano favorire o danneggiare la Mannesmann, che in Italia controlla Omnitel e Infostrada. Anche Norbert Walter, guru economico della Deutsche Bank, interpretando l'opinione della finanza tedesca si è detto «stupito» per la carica emotiva del dibattito in corso, che dovrebbe invece rimanere sul piano della «pura decisione razionale» su quale strategia favorire, se quella di Mannesmann o quella di Vodafone: e la decisione spetta agli azionisti.
Infatti Klaus Esser, presidente del gruppo di Düsseldorf, è sceso in campo con un'intervista al settimanale Der Spiegel, sostenendo che «non abbiamo bisogno di pathos nazionale in questo momento: noi costruiamo un gruppo europeo». E consiglia ai suoi azionisti di non vendere le azioni alla Vodafone, perché da solo il gruppo ha prospettive «gigantesche» di crescita, grazie alla sua strategia di integrazione delle attività di telefonia mobile, fissa e dell'internet. E non alla «fine di un periodo di crescita come è il caso della Vodafone, con la sua concentrazione esclusiva nella telefonia mobile». In fondo, aggiunge Esser, il tentativo di acquisizione ostile da parte di Vodafone ha un solo obiettivo: «Ci vogliono fermare».
Sono le prime battute di una vera e propria guerra dell'informazione che sta per scoppiare fra Mannesmann e Vodafone, per convincere gli azionisti, all'80% grandi investitori istituzionali, a sostenere la strategia della prima o della seconda. Anche Chris Gent, presidente di Vodafone, ieri ha rilasciato un'intervista al quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine, asserendo di avere fra il 55-60% di possibilità di conquistare Mannesmann.
Nell'offerta, secondo molti analisti finanziari, manca la componente in contanti: e gli azionisti non sembrano entusiasti all'idea di convertire un titolo di successo in euro con azioni in sterline. Infatti, Commerzbank, ad esempio, colloca il prezzo di un titolo Mannesmann per un puro scambio azionario fra i due gruppi a quota 282 euro, e non a 240, come ha fatto Vodafone: e consiglia di non cedere le azioni.


Marika de Feo


(Il  Corriere della Sera)