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Scaglia (Dix.it): pronti a sborsare 5mila mld ROMASi trasforma in lotta politica il dibattito sulle modalità della gara per le cinque concessioni del telefonino multimediale Umts. Il Polo attacca il Governo Amato: con il meccanismo della licitazione privata (che l’apposito comitato dei ministri dovrebbe confermare martedì avviando la gara) e con l’intenzione di elevare comunque l’introito per lo Stato da 5mila ad almeno 25mila miliardi, il Governo cerca «in realtà di reperire nuovi fondi per alimentare la spesa pubblica a chiari fini elettorali» affermano in una nota congiunta Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. L’interesse del Paese — sostengono — è «completamente opposto» e cioè la nuova «tassa» dovrebbe essere limitata per «non strangolare l’economia e le nuove occasioni di lavoro» e per «evitare che si riversi sui cittadini una nuova ondata di aumenti di canoni e bollette». Secondo una logica di rigore europeo — concludono — la nuova entrata dovrebbe dunque essere integralmente versata per abbattere il debito pubblico. E per assicurarlo — fa sapere Bossi — il Polo avvierà una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare. Immediata la replica dal fronte governativo. Per il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita «è stupefacente e gravissimo che i leader del Polo si mettano a discutere sui costi delle licenze» con «un ruolo del tutto improprio. Tanto più che siamo in questo campo di fronte ad un plateale conflitto di interessi» aggiunge Vita riferendosi alla partecipazione di Fininvest al consorzio Blu che ha già la licenza Gsm e concorre per l’Umts. Ma proprio tra le fila dei concorrenti cresce la consapevolezza che la "tassa" annunciata da Amato difficilmente potrà essere evitata. Silvio Scaglia, presidente di Dix.it si dice pronto a mettere sul piatto i 5mila miliardi ventilati da Amato, senza la necessità di ricorrere a nuovi soci, anche se — fa notare «è inevitabile che gli investimenti necessari ad entrare nel mercato si ripercuoteranno sugli utenti finali». «Dix.it — afferma — ha comunque la capacità finanziaria di affrontare questo impegno». Possibile intesa con il consorzio concorrente Andala? «Non fa parte delle cose che stiamo considerando» taglia corto Scaglia. Che si dice peraltro «interessato» all’ipotesi di un coinvolgimento delle Fs nella gara. Disponibile a nuove aggregazioni societarie è invece Paolo Cuccia, capo della joint Acea-Telefonica. «Ci hanno cercato diversi soggetti italiani, non escludiamo alleanze». Anche perché il grande business dell’Umts continua ad arricchirsi di nuovi pretendenti. Tra gli «interessati» dell’ultima ora c’è anche la Finmeccanica, anche se «aspettiamo che si stabilizzi il quadro degli operatori e delle condizioni» fa sapere l’amministratore delegato Alberto Lina. Su tutto ciò sta vigilando l’Authority delle Comunicazioni, che nel frattempo deve risolvere qualche problema anche sul quadro regolamentare della sua attività. C’è infatti maretta con la commissione europea sui contenuti delle imminenti direttive della Ue. Il dissenso riguarda soprattutto l’effettiva indipendenza delle autorità nazionali da Bruxelles, come ha sottolineato il direttore dei rapporti internazionali dell’autorità italiana, Filippo Di Robilant durante l’incontro svoltosi a Napoli con i rappresentanti delle Authority europee. «Su questo punto la nostra posizione — spiega Di Robilant — è quella di maggior critica, la più ferma: si profila uno scontro con la commissione europea». Il presidente Enzo Cheli tenta di smorzare i toni: «Non c’è una vera polemica con Bruxelles. Ma ammette: «Nelle proposte della commissione europea si scorge un eccesso di commistione tra i ruoli dei governi e delle autorità». F.Re. (Il Sole 24 ore) |