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Tariffe, una giostra I CONCORRENTI di Telecom hanno cominciato a litigare sulle tariffe. Segno che la concorrenza dà fastidio anche ai concorrenti. Ma anche che sui listini delle telefonate c'è sempre meno chiarezza, altrimenti ci sarebbe poco da contestare. Le liti sono dovute alla pubblicità comparativa, una novità per l'Italia: ha cominciato lo scorso autunno Planetwork mettendo i propri listini a confronto diretto con quelli di Telecom e di Infostrada. La prima non si è preoccupata affatto, la seconda l'ha presa quasi bene: "Vuol dire che siamo una società di riferimento del mercato", ha commentato. Poi, a metà marzo, è stata Tele2 a fare le sue tabelle comparative, stavolta confrontandosi con Telecom, Infostrada e Wind. Ad aprile è scesa in campo Infostrada, per lanciare due offerte nuove di zecca: SpazioZero e TempoZero. Stavolta il confronto è con Telecom, Wind e Tele2 e Infostrada risulta la più conveniente se si fanno almeno due ore di conversazione interurbana al mese, in fascia ordinaria. Tele2 però ha rifiutato il confronto, sostenendo che i propri clienti non chiamano durante il giorno, ma soprattutto la sera. Infostrada ha replicato che non è tenuta a conoscere le abitudini dei clienti di Tele2. Ma anche i clienti non conoscono le proprie abitudini, come scrisse Michele Serra in un memorabile commento, perché per fare scelte ponderate dovrebbero stimare parametri imponderabili come la durata delle conversazioni, il numero di amici che si trasferiscono dentro o fuori del distretto, il tenore della relazione con il proprio partner. La soluzione più semplice sarebbe affidarsi alla società telefonica che fa i prezzi al minuto più bassi. Ma nella telefonia fissa si segue ormai la moda della telefonia mobile, dove i listini comprendono tanti di quei parametri che i confronti sono impossibili. Il nuovo SpazioZero di Infostrada, per esempio, contiene quattro componenti di costo: canone fisso mensile, scatto alla risposta, costo al minuto con due fasce orarie e Iva. E tali prezzi valgono solo per le telefonate nazionali verso rete fissa, mentre per le chiamate ai cellulari o internazionali i listini cambiano. Sugli scatti alla risposta c'è chi ha un importo fisso per le chiamate nazionali (Telecom), chi un importo variabile fra chiamate verso rete fissa o mobile (Infostrada), chi chiede comunque un minuto di conversazione anche per telefonate di un secondo (Tele2 sempre, Planetwork per alcune chiamate), chi spalma il costo dello scatto sui primi quattro minuti di conversazione (Wind), chi non ha alcuno scatto alla risposta (Tiscali). Il passo indietro sul fronte della semplicità e della trasparenza, però, è compensato dall' innovazione e dalla convenienza delle nuove proposte, per cui non si può accusare Infostrada di aver fatto fare un passo indietro al mercato. Tuttavia per i clienti diventa più difficile scegliere. La tabella in pagina permette di dare una prima indicazione sulle soluzioni possibili per risparmiare dal telefono di casa. Sono state identificate cinque tipologie di famiglie, che stanno al telefono 3, 8, 18, 30 e 177 minuti al giorno. La famiglia più silenziosa fa solo telefonate urbane; quella sempre in contatto con il mondo si collega a Internet e fa chiamate urbane, interurbane, ai cellulari e internazionali. Per semplicità si immagina che le telefonate siano fatte per metà in orario di punta e per metà in tariffa ridotta, tranne che per la famiglia definita Risparmiosa, che per puntare sul risparmio a tutti i costi usa il telefono soltanto in fascia ridotta e per conversazioni più brevi della media (due minuti contro i tre minuti considerati standard). Si escludono, per semplificare i confronti, tutte le offerte speciali, come i premi per chi consuma molto o gli sconti per chiamate verso singoli numeri. Le tariffe considerate sono quelle di Telecom, Infostrada, Wind, Tele2, Tiscali e Planetwork, cioè di società che offrono il servizio alla clientela privata e con una buona copertura del territorio. Per ciascuna famiglia si sono dati due suggerimenti: il primo agli amanti della semplicità e cioè alle persone che vogliono scegliere, se c'è, uno e un solo gestore alternativo a Telecom per indirizzare tutte le chiamate verso il nuovo operatore. Per tali famiglie la scelta è ristretta alle due sole società che offrono il servizio per le urbane, e cioè Infostrada e Wind, oltre ovviamente a Telecom. Il risparmio con un solo gestore va dal 12 al 20 per cento a seconda delle tipologie di consumo. Il secondo consiglio è rivolto agli amanti del risparmio estremo, disposti a digitare ogni volta un prefisso diverso a seconda della tipologia di chiamate, pronti quindi ad abbonarsi anche a tre diversi concorrenti di Telecom. In tale caso il risparmio va dal 25 al 31 per cento. La famiglia standard, in particolare, con Telecom paga una bolletta di 250 mila lire a fronte di 18 minuti di conversazione media al giorno. Per risparmiare, rivolgendosi a un solo gestore, ha due possibilità: Wind o Infostrada. Con la prima non si paga lo scatto alla risposta e c'è uno sconto oltre il quarto minuto, per cui sono premiate le telefonate brevi e quelle lunghe. Con Infostrada si può scegliere la nuova formula Spazio Zero, che al costo fisso di 12 mila lire al mese consente di effettuare tutte le chiamate nazionali al prezzo di una locale. Con una sola interurbana al giorno di tre minuti, la convenienza di Wind supera quella di Infostrada (220 mila complessive contro 228 mila) tuttavia è sufficiente che si sposti un po' il profilo di traffico da locale a interurbano per ribaltare la posizione. Si può dire quindi che le due offerte si equivalgano, essendo del resto studiate per la famiglia tipo. I patiti del risparmio, però, troveranno più conveniente usare Wind solo per le urbane, Tele2 per le interurbane e Tiscali per le chiamate ai telefonini. La bolletta scenderà sotto le 200 mila. Per eliminare il fastidio dei prefissi ci sono due strade: la prima è acquistare una macchinetta che rende la cornetta intelligente, in grado cioè di capire dalle prime cifre composte sulla tastiera a quale gestore affidarsi. Ci sono molte società italiane che stanno per lanciarle sul mercato e Planetwork ne dà una ai propri clienti. La seconda è aspettare la carrier preselection, vale a dire la possibilità di indirizzare automaticamente un certo tipo di chiamate (o tutte) verso l'operatore alternativo. Questa opportunità, che secondo le regole europee doveva scattare il primo gennaio del 2000, sarà disponibile a metà anno. Ci sarebbe poi un'ultima possibilità: affidarsi al gestore telefonico che fa il contratto "Risparmio certo": qualunque sia l'uso del telefono, in bolletta si paga una lira in meno rispetto alle bollette ricalcolate con le migliori offerte di tutti i gestori presenti sul mercato. Questa tariffa, che piacerebbe, si immagina, anche a Serra, ancora è nel libro dei sogni. (La Repubblica) |