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Mobilità senza regole con la rivoluzione hi-tech ROMA (m.e.) - "In Italia rischiamo una nuova migrazione interna: da province senza tecnologie digitali ad altre ricche di infrastrutture". Stefano Passigli, l'uomo innovazione del governo, lancia l'allarme per la diffusione a macchia di leopardo dell'informatica nel Paese. Senatore, dodici aziende stanno cablando Milano e nessuna, probabilmente, si occuperà di Reggio Calabria. C'è un difetto di programmazione? "Non c'è un difetto di programmazione semplicemente perché il governo non ha il compito di programmare alcunché. Sono finiti i tempi in cui si decideva a tavolino cosa fare". Quindi converrà trasferirsi dalla Calabria alla Lombardia? "Ho detto che non spetta al governo programmare nulla, non che il problema non ci sia. In Italia già abbiamo avuto una migrazione biblica negli anni Cinquanta e Sessanta. Sarebbe davvero grave se dovesse ripartire la migrazione interna per inseguire le nuove tecnologie". Si spieghi meglio. Vorreste intervenire ma non potete? "Il compito di intervenire ce l'ha l'Authority comunicazione, che è indipendente dal governo. Spetta a lei far sì che gli investimenti trovino un equilibrio in modo che si ampli la diffusione della larga banda". E questo finora è stato fatto? "Negli Usa viene fatto. Le Authority hanno il potere e la tradizione per intervenire. In Italia sono organismi più giovani. Comunque se l' Authority comunicazioni ritiene di non avere i poteri sufficienti lo dica, come ha appena fatto Luigi Spaventa per la Consob in materia di aggiotaggio borsistico". Ma cosa dovrebbe dire l'Authority alle varie società di telecomunicazioni? "La politica di investimenti va giudicata quando si decidono tariffe e licenze. Anche le licenze per i telefonini Umts dovrebbero essere assegnate a chi garantirà omogeneità di servizio nel Paese e investimenti nella larga banda. Del resto è vero che questi sono imprenditori privati, ma operano in un settore di interesse pubblico". L'Italia è il paese dei telefonini ma non dei computer. Pensate che Internet possa viaggiare sui cellulari? "Solo in parte, perché il telefonino non ha memoria. No, siamo convinti che il computer debba entrare in ogni famiglia e per questo abbiamo in preparazione un piano". Piano del quale si è già parlato. Quando parte? "Alcune cose sono già partite. In quest'anno fiscale le aziende che regaleranno computer ai dipendenti non dovranno pagare tasse, né dovranno pagarle i lavoratori". Molto bello, solo che la maggioranza delle aziende i computer li prende in leasing... "Infatti è solo una delle proposte. Il primo settembre scatterà l'operazione computer agli studenti, valida per tutti i ragazzi che vanno al primo anno delle superiori". Quanti sono? "Seicentomila, ma stimiamo che aderirà all'offerta mezzo milione di ragazzi". Cosa offrirete? "Un computer di buona qualità a prezzi calmierati e a rate: in due anni senza interessi". Quanto costa l'operazione? "Niente, è frutto di accordi con banche e aziende". Ma è vero che se qualcono con paga le rate lo stato coprirà l'insolvenza per le banche? "Se fosse vero non potremmo mai dirlo. A quel punto chi pagherebbe più?" (La Repubblica)
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