Unione EuropeaTen-Telecom stanzia 43 milioni di euro Al via consorzi tra privati

Malgrado la forte attenzione verso tutto ciò che è multimediale e interattivo, l’iniziativa privata nel settore delle telecomunicazioni stenta a decollare. Tra le principali cause vi è l’incertezza sulla validità commerciale nel breve termine dei prodotti realizzati, dovuta molto spesso al carattere innovativo delle applicazioni o a requisiti organizzativi richiesti particolarmente complessi. Un sostegno al settore viene dall’Unione europea con il programma Ten-Telecom (per il 2000 più di 43 milioni di euro), adottato con il regolamento 2236/95/CE, integrato dalla decisione del Consiglio e del Parlamento europeo 1336/97/CE. L’azione comunitaria mira alla realizzazione transeuropea della cosiddetta E-society e a tal fine aiuta i consorzi di imprese a colmare il divario tra sviluppi tecnici e mercato, a preparare piani commerciali, ad accelerare la diffusione sul mercato di nuovi servizi e a incoraggiare investimenti che non siano suscettibili di ottenere finanziamenti immediati sul mercato. Il programma si rivolge ai fornitori di servizi di Internet, operatori di servizi via satellite e di servizi mobili, operatori di mezzi di informazione, organismi pubblici, fornitori di servizi innovativi (quali commercio elettronico, istruzione elettronica e sanità elettronica). Ten-Telecom non è un programma di ricerca. Esso è complementare al programma di ricerca e sviluppo tecnologico Ist (Tecnologie della società dell’informazione). Ma, mentre il programma Ist finanzia soprattutto progetti di ricerca, Ten-Telecom finanzia progetti di post-ricerca, fino agli stadi iniziali di lancio sul mercato. I progetti proposti al finanziamento devono infatti aver superato la fase di ricerca, di progettazione e di verifica tecnica e trovarsi nella: —fase di elaborazione del piano commerciale e di convalida del mercato; —fase di avvio e sfruttamento commerciale del progetto. Le modalità di intervento dipendono dalla fase di realizzazione in cui il progetto si trova. Il contributo comunitario, che in ogni caso non supera il 10% dell’investimento totale del progetto, si distingue in: a) contributi a fondo perduto, fino al 50% del costo totale del progetto nella fase preparatoria; b) contributo in conto interessi, partecipazione al capitale di rischio, concessioni di garanzie e sovvenzioni dirette, nella fase di costruzione e lancio sul mercato. Per le azioni di sostegno e coordinamento sono previsti contributi a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili. La prossima scadenza utile per la presentazione dei progetti, da effettuare sull’apposito modulo (disponibile nel sito indicato in basso) è il 16 giugno prossimo (come da bando pubblicato in Guce C 77 del 17 marzo 2000). Tra le novità di rilievo è certamente il servizio di assistenza e orientamento appositamente voluto dalla Commissione europea, a cui è possibile ricorrere per lo sviluppo e il miglioramento del proprio business plan.

Rosaria Lo Forte

(Il Sole 24 ore)