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Telefonica punta su British Telecom ROMA (m.e.) - L'ultima volta che gli spagnoli hanno puntato con tanta convinzione verso la Gran Bretagna è stato nel 1588. Questa volta però l'ispanica Telefonica potrebbe far meglio della Invencible Armada e riuscire a espugnare British TelecomCommunication. Il lancio di un'Opa (offerta pubblica di acquisto) della società di telefonia spagnola sulla più grande concorrente britannica è da ieri fra le voci di mercato, dopo che ne ha scritto il Sunday Express. Tuttavia dagli analisti è considerato più probabile che Telefonica e Bt stiano trattando per un'intesa. Le fonti ufficiali da Madrid e da Londra si sono limitate a un no comment. Di sicuro le due società hanno cercato un'alleanza in Italia, dove Bt parteciperà alla cordata per l'Umts con Blu e Telefonica ha chiesto di entrare nella medesima azienda, il cui pacchetto di maggioranza è di Autostrade (gruppo Benetton). La trattativa, secondo fonti informali, è ancora in corso. Il mercato delle telecomunicazioni, del resto, ha abituato gli operatori a considerare percorribile ogni intesa, dopo che - un anno fa - la "piccola" Olivetti ha conquistato il gigante Telecom Italia. Per cui anche la non gigantesca Telefonica potrebbe far sua Bt. Proprio ieri, inoltre, si è definito un altro passo di un'altra colossale operazione di fusione. L'americana Bell Atlantic e l'inglese Vodafone Airtouch hanno completato la fusione dei loro interessi di telefonia cellulare all'interno degli Stati Uniti. L'accordo, annunciato lo scorso settembre, ha un valore di oltre 70 miliardi di dollari, circa 140 mila miliardi di lire, e un portafoglio clienti di circa 20 milioni di clienti. La nuova azienda, che si chiamerà Cellco, avrà il più grande numero di abbonati Usa per quanto riguarda la telefonia mobile con una copertura del 90% del territorio statunitense. Nel gioco di alleanze internazionali, Cellco è cugina della italiana Omnitel, gruppo Mannesmann-Vodafone-Airtouch. I mercati europei, però, non stanno premiando in questa fase i telefonici. Il momento no per il settore TMT (tecnologia, media e telecomunicazioni) ha trovato riscontro non solo nelle valutazioni di Lehman Brothers ma anche nelle indicazioni di Merrill Lynch, che secondo alcuni operatori, avrebbe reiterato il giudizio "neutral" sul comparto sottolineando possibili ulteriori sviluppi negativi della correzione in corso. Intanto si assottiglia la lista dei concorrenti per la gara dell' Umts in Gran Bretagna, che dopo decine di rialzi ha portato il costo delle cinque licenze oltre i 30.000 miliardi di lire. Ieri due dei tredici concorrenti hanno gettato la spugna: il gruppo 3Guk, filiale della compagnia irlandese di tlc Eircom, ha deciso di abbandonare l'asta per la concessione delle licenze di telefonia mobile della terza generazione. L'annuncio è stato dato dall'agenzia governativa incaricata dell'asta, a poche ore di distanza dall'analoga decisione resa nota dalla Crescent wireless. (La Repubblica) |