Bt-Vodafone non più rivali compreranno uniti Airtel

 

MILANO (r.e.) - Poteva essere un'altra battaglia, tutta inglese questa volta, nel risiko globale delle telecomunicazioni. E invece, pare proprio che i due contendenti, il colosso British Telecom e la Vodafone, abbiano trovato un accordo per il controllo dell'Airtel, il secondo gestore della telefonia cellulare spagnola. Insomma, un'altra guerra finita ancora prima di cominciare.
Eppure, appena prima di Natale, le premesse per lo scontro c'erano tutte. Vodafone, la prima a pensare alla Spagna come possibile terra di conquista, aveva proposto agli azionisti di Airtel (tra i quali il Banco Santander Central Hispano, una pattuglia di banche regionali e il gruppo di costruzioni Acciona) uno scambio azionario che avrebbe consentito al Bsch di diventare socio di rilievo dell'azienda telefonica inglese, con una quota superiore al 5% del capitale. Con la sua offerta, Vodafone puntava a incrementare la propria partecipazione (oggi gli inglesi posseggono il 21% di Airtel, ereditato da Airtouch) appena oltre la soglia della maggioranza assoluta del capitale.
Quello che Vodafone non poteva prevedere, all'epoca, era l' ingresso in campo del più fastidioso tra i concorrenti: proprio la British Telecom, con la quale già in patria la competizione è accesissima. Alla vigilia di Natale, Bt si è presentata in Spagna con una proposta sempre "di carta" (ovvero uno scambio azionario) ma potenzialmente migliore, almeno sotto il profilo economico, di quella della Vodafone. Ma sono bastati pochi giorni per far naufragare i sogni degli azionisti di Airtel, che già immaginavano uno scontro a colpi di rilanci. Di ieri, infatti, la notizia (pubblicata dal Financial Times) del possibile, anzi probabile, accordo tra Vodafone e British Telecom per il controllo di Airtel, che con i suoi 5 milioni di clienti e i 320 miliardi di pesetas di fatturato porta in dote una bella fetta del mercato spagnolo dei telefonini. Secondo le indiscrezioni, i due gruppi telefonici inglesi starebbero per sottoscrivere un accordo che consentirebbe loro di gestire congiuntamente l'azienda iberica (con partecipazioni azionarie intorno al 30% ciascuno) e che prevederebbe l'impegno a dividere con la rivale ogni quota di Airtel acquistata da qui in avanti.
Non è improbabile che a favorire l'intesa sia il contemporaneo impegno di Vodafone nella madre di tutte le battaglie telefoniche, quella che il gruppo guidato da Chris Gent sta combattendo in terra tedesca per conquistare la Mannesmann. Chiudere in fretta e senza spargimenti di sangue la questione spagnola significherebbe infatti potersi dedicare a tempo pieno alla partita tedesca, ancora lontana da una soluzione. Proprio ieri Mannesmann ha annunciato per il prossimo 14 gennaio la pubblicazione del documento ufficiale di risposta all' Opa ostile lanciata da Vodafone Airtouch, documento in cui presumibilmente spiegherà ai propri azionisti perché, per il bene dell'azienda, è meglio che il controllo resti in mani tedesche. I termini dell'offerta scadono il 7 febbraio e gli azionisti del gigante tedesco hanno già fatto sapere che decideranno solo negli ultimi giorni. Chissà se, tra un mese, l'offerta sarà ancora ostile o se, come nel caso spagnolo, alla fine vincerà il compromesso.

(La Repubblica)