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Telecom, l'Authority boccia il doppio canone ROMA - Il doppio canone telefonico per chi sceglie un concorrente non ci sarà. La proposta di Telecom Italia è stata bocciata dall'Authority comunicazioni, che ha depennato il "Contributo annuo integrativo" di 180.000 lire che l'operatore storico voleva far pagare ai clienti che decideranno di telefonare sempre con un gestore concorrente. Il doppio canone, pari al 70% del canone base, era giustificato da Telecom con la necessità di coprire il cosiddetto deficit d'accesso, vale a dire i costi fissi per mantenere una rete telefonica in tutto il territorio nazionale, costi che Telecom stima in 4.000 miliardi di lire l'anno. L'Authority non nega che ci sia tale problema - soprattutto dopo che il commissario europeo alla concorrenza Mario Monti ha minacciato l'Italia di aprire una procedura d'infrazione se il tema non sarà affrontato - tuttavia non pensa che la soluzione proposta da Telecom sia efficace, visto che avrebbe come conseguenza immediata la penalizzazione dei concorrenti e in definitiva dei clienti finali. Sull'apertura del mercato della telefonia fissa ai concorrenti, in effetti, il comportamento di Telecom appare quanto meno ostruzionistico. In gioco, in questi giorni, c'è la carrier preselection vale a dire la possibilità per il cliente di indirizzare tutte le telefonate verso un nuovo operatore, senza dover digitare ogni volta un prefisso (1055 per Infostrada, 1088 per Wind, 1022 per Tele2 e così via) ma continuando a pagare il canone a Telecom. Il cliente che dovesse scegliere Infostrada, per esempio, potrà fare le telefonate con il gestore prescelto semplicemente alzando la cornetta, mentre resterà sempre la possibilità di fare con i prefissi singole chiamate con altri operatori, compresa Telecom, la quale avrà il prefisso 1033. Ma Telecom sulla preselection sta ponendo una serie di ostacoli. Oltre al doppio canone, depennato dall'Authority, c'è un limite tecnico ai passaggi alla concorrenza, una sorta di numero chiuso, che di fatto ingesserebbe il mercato per un paio d'anni. Inoltre Telecom sta provando a rendere il passaggio di un cliente alla concorrenza quanto mai complesso sotto il profilo burocratico: nella prima versione del contratto ha provato a chiedere la fotocopia della carta d' identità del cliente, gli estremi della bolletta e l'obbligo di inviare la documentazione in orario d'ufficio. Gli stessi ostacoli alla libera concorrenza Telecom vuole inserirli per la number portability, vale a dire la possibilità per il cliente di passare armi e bagagli alla concorrenza, senza più pagare il canone a Telecom ma conservando il proprio numero telefonico. In assenza di un accordo fra le parti, toccherà all'Authority dettare dei contratti senza trappole per vecchi e nuovi operatori. Marco Esposito (La Repubblica) |