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Infostrada, tariffe «a forfait» MILANOBollette addio. Infostrada rompe gli schemi e «importa» in Italia le tariffe a forfait sul modello Usa: si paga un canone fisso (chiamato «flat rate») e si sta in linea tutto il tempo che si vuole con qualunque numero fisso in Italia. «Certo, si tratta di una mossa dirompente per il mercato. Con questa operazione — dice raggiante l’amministratore delegato di Infostrada, Riccardo Ruggiero — contiamo di "rubare" in pochi mesi tre-quattro milioni di clienti con bollette "ricche" a Telecom Italia». In sostanza (come spieghiamo dettagliamente anche nell’articolo sotto), pagando 95mila lire mensili si può chiamare senza limiti di tempo qualunque numero fisso in Italia. Sono esclusi dall’opzione «Tempo zero», in vigore dal primo di maggio, le chiamate verso i cellulari e quelle con l’estero, mentre è invece possibile navigare su Internet con Libero per dieci ore al mese. Secondo Ruggiero l’implementazione del modello americano in Italia rappresenta «un’anteprima in Europa ed è destinata a modificare radicalmente i comportamenti di comunicazione degli italiani realizzando un sogno antico, quello di poter telefonare in libertà senza guardare l’orologio». Infostrada ieri ha lanciato anche «Spazio zero», un’altra opzione che scatterà dal 15 di aprile: con il pagamento di un canone mensile di 10mila lire è possibile chiamare qualunque numero fisso italiano al prezzo delle telefonate urbane. «In un colpo solo — ha commentato ieri Ruggiero — vengono azzerati decenni di tariffazione basati sul criterio della distanza; dal punto di vista telefonico, ci sarà in pratica una sola città grande però come tutta l’Italia». Non per niente qualche anno fa «The Economist» aveva titolato sulla «Morte della distanza» un lungo servizio sull’evoluzione del business telefonico e il ministro del Tesoro Giuliano Amato aveva suggerito le tariffe «flat». Infine, sono stati ridotti anche i prezzi per le chiamate fisso-mobile: dal primo aprile ci sarà un unico listino Infostrada per le chiamate verso tutti i cellulari in Italia (Tim, Omnitel, Wind e Blu), suddiviso in due fasce: una al costo di 540 lire al minuto (+200 lire di addebito alla risposta) e l’altra di 265 lire al minuto, sempre Iva esclusa. Infostrada, che era stata la prima a introdurre la tariffazione a secondi invece che a scatto, offre queste opzioni agli abbonati residenziali del servizio «Pronto 1055». Ma ieri sono stati diffusi anche altri dati, ad esempio il superamento dei due milioni di abbonati a Internet e della soglia del miliardo di minuti mensili. Sotto l’aspetto finanziario, Infostrada ha chiuso lo scorso anno con una perdita di 137 miliardi (erano 185 nel ’98), ai quali se ne aggiungono altri 35 accantonati in previsione di oneri straordinari legati alla «riregulation», a fronte di un fatturato di 1.400 miliardi, in crescita del 417% sull’anno precedente. «I 35 miliardi risultano relativi alla tassa di concessione e sono stati accantonati in attesa di un pronunciamento dei ministeri competenti», ha sottolineato lo stesso Ruggiero, aggiungendo che il margine operativo lordo dopo le capitalizzazioni è stato positivo, mentre nel 2000 avrà segno più anche «prima delle capitalizzazioni» che nel ’99 si possono valutare in circa 130 miliardi di lire. Resta invece confermato per il 2001 l’obiettivo del primo bilancio «in nero». Alla fine di febbraio i clienti voce hanno raggiunto quota 2,757 milioni (+11% in due mesi) mentre la clientela Internet, come accennato, ha appunto superato la soglia dei due milioni grazie a 140mila nuove acquisizioni nelle due settimane della campagna pubblicitaria di Iol (Italia on line), il sito che con 126 milioni di pagine viste in febbraio «è il primo portale italiano», secondo le stime di Web time. Grazie ai 17 milioni di minuti di traffico medio giornaliero voce e ai 23 milioni di minuti sul Web, a febbraio Infostrada ha totalizzato un miliardo e 135 milioni di minuti al mese. «Un dato — ha sottolineato Ruggiero — non lontano dagli 1,4 miliardi di Omnitel». Sulle sinergie delle due società, l’amministratore delegato di Infostrada ha ricordato come, più della teorica «convergenza tra fisso e mobile», sia il mercato a dettare le regole del gioco; sulle possibile quotazione di Infostrada, Ruggiero ha detto che «non si può escludere a priori, anche se non ci sono nè conferme ufficiali nè date». Franco Vergnano (Il Sole 24 ore)
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