Telecom, rilancio in Borsa

MILANO - Come da copione, la Borsa ha accolto con soddisfazione l'abbandono del piano di riassetto del gruppo Telecom annunciato a fine settembre da Roberto Colonannino. E la soddisfazione si è tradotta in un netto rialzo di tutti i titoli della scuderia telefonica. Anche di Tecnost che pure a seguito delle decisioni prese domenica scorsa non potrà più contare sui dividendi diretti di Tim e dovrà risolvere il problema di come far fronte ai quasi 30.000 miliardi di debiti. Ma ieri l'euforia, motivata anche da quanto sta succedendo nel resto del mondo in materia di tlc, ha preso il sopravvento su ogni considerazione. Infatti è salita anche Olivetti poichè, come commentavano in serata alcuni analisti, "il mercato è convinto che Colaninno abbia nel cassetto nuovi progetti da realizzare. E questi non potranno non tener conto della traballante compagine che guida il gruppo e che ha il suo punto debole proprio in Olivetti". Ieri hanno comprato un po' tutti: i grandi fondi internazionali che erano usciti in ottobre da Telecom e Tim, gli investitori istituzionali italiani, i trader che si erano messi al ribasso sui titoli in questione e ora si stanno ricoprendo, la piccola e la grande speculazione.
"Questa è la vittoria degli investitori istituzionali italiani che hanno difeso i propri clienti contro le manovre poco trasparenti e decisamente punitive nei confronti degli azionisti di Telecom volute dal piano di Colaninno - commenta soddisfatto il responsabile di tutti gli investimenti mobiliari del gruppo Deutsche Bank Italia, Massimo Fortuzzi - in ottobre i fondi americani si sono sbarazzati di Telecom e Tim, quelli nazionali invece si sono battuti in tutte le sedi contro il progetto e alla fine l'hanno spuntata. E devo dire che, esaminando i prezzi di Borsa, tra di noi nessuno ha dubitato dei risultati. Dai minimi di ottobre, in coincidenza con l'abbandono degli stranieri, Tim ha guadagnato il 37 per cento, Telecom il 32. Un buon risultato, che alla fine gioverà anche a Colaninno e a Olivetti".
Ieri i progressi conseguiti dalle socità di tlc avrebbero potuto essere ben più rotondi se nel pomeriggio, sotto la spinta del calo delle Borse estere (complice il rialzo del prezzo del petrolio a 27 dollari al barile) non fossero comparse le prime prese di beneficio. I guadagni, in molti casi superiori al 5 per cento, si sono quindi ridimensionati. Telecom ordinaria ha preso l'1,83, a 10,37 euro, che si somma al 10 per cento della scorsa settimana, Tim il 3,65%, Tecnost il 2,23 e Olivetti lo 0,47. In ripresa anche le Telecom risparmio (+ 4,12 per cento ai prezzi ufficiali) che beneficiano del piano di riacquisto confermato due giorni fa a 6 euro. Imponenti i volumi passati di mano, spinti anche dall'aspettativa di dividendi straordinari che Tim e Telecom dovrebbero distribuire agli azionisti per alleggerire Tecnost dei debiti. Sono passati di mano più dell'1 per cento del capitale delle Telecom ordinarie e di Tecnost, che ad un certo punto guadagnava sino al 7 per cento, l' 1,5% di Olivetti e 42 milioni di Tim. In totale, 1,2 miliardi di euro, contro i 2,8 miliardi fatti segnare dal listino nel suo complesso.
Che succederà nei prossimi giorni? "L'euforia potrebbe durare per quanto avviene nel settore nel resto d'Europa - prevede Mario Gabbrielli, amministratore delegato di Interbancaria Gestioni - in questi giorni si sono ricoperti gli stranieri che erano usciti in passato e la speculazione che aveva puntato al ribasso. Il mercato ritiene che Colaninno abbia pronto un altro progetto di riassetto e che prima o poi questo verrà fuori". In sostanza, le molle che potrebbero spingere al rialzo il comparto delle tlc sono due: il traino per quanto avviene all'estero (caso Mannesmann) e la prospettiva di un rimescolamento ai vertici della catena di controllo.

GIANFRANCO MODOLO

(La Repubblica)