Gara Umts, «favorito» chi cabla il Sud

Chi accetterà di investire in progetti di sistema — come per esempio la cablatura di alcune realtà del Sud — potrebbe avere un titolo preferenziale nella gara per le licenze Umts. E non solo. La proposta è stata lanciata dai Ds a Firenze in apertura del convegno «Libertà e regole nella società dell’informazione». Spiega il responsabile comunicazione di Botteghe Oscure Giuseppe Giulietti: «Dopo Lisbona ci sono tutte le condizioni perché il governo avvii una fase di confronto con le aziende del multimediale, quelle stesse imprese che sono toccate positivamente dal piano d’azione messo a punto da Palazzo Chigi». In sostanza, avendo il governo deciso una serie di misure che daranno ulteriore fiato al mercato — dall’operazione computer per le scuole o ai progetti di automatizzazione della pubblica amministrazione —- si può dar vita a «un patto di sviluppo della società dell’informazione», che preveda premi (anche la cosiddetta neutralità fiscale) a chi crea lavoro e a chi investe nella creazione di reti civiche e nell’alfabetizzazione. «Negli Usa ciò costituisce titolo preferenziale nelle gare — aggiunge Giulietti —. Perché da noi non si può fare la stessa cosa a cominciare dall’Umts?». Il concetto è stato ribadito anche dal sottosegretario all’Innovazione, Stefano Passigli, che ha parlato della necessità di «un’analisi complessiva degli investimenti proposti dai soggetti in gara per l’Umts». Senza un loro impegno, ha aggiunto, «non avremmo i mezzi necessari per colmare il deficit infrastrutturale». Qualche perplessità in proposito è però venuta dal presidente dell’authority delle Comunicazioni, Enzo Cheli, che ha messo in guardia i diessini dai rischi di «dirigismo» nei quali si può facilmente incorrere.

Dario Di Vico

(Il Corriere della Sera)