Telecom «pentita» stacca la spina al telefonino da città

ROMAPer Fido è pronto il patibolo. Data, motivazioni, ultima cena-regalo prima dell’esecuzione: il destino è ormai segnato per il "telefonino da città" lanciato alla fine del ’97 da Telecom Italia tra mille promesse tutte naufragate. In poco più di due anni, 142mila utenti insoddisfatti hanno regalato a Telecom un flop finanziario che ha bruciato quasi tutti i mille miliardi di investimenti attivati nelle 33 maggiori città italiane. Niente da fare anche nell’ultimo tentativo di decollo, l’anno scorso, quando Telecom era ancora sull’onda della vecchia gestione monopolista. Fallita anche l’ipotesi di conferire la rete alla Tim per fondere i servizi, l’estrema decisione è stata inevitabile. Il team di Colaninno la sta formalizzando in questi giorni, rivolgendosi direttamente agli utenti con una lettera confezionata con tutta l’attenzione dovuta a un’operazione imbarazzante. Il 30 giugno 2001 la spina verrà staccata in tutta Italia. Perché Fido «non corrisponde più in pieno a quelle esigenze di reperibilità e mobilità per cui era nato» ammette, per iscritto, la Telecom. Gli utenti lo avevano capito da un pezzo: si sono ritrovati con un parente povero del cellulare, capace di comunicare al chiuso solo se usato come un semplice cordless tra le mura domestiche, o all’aperto solo se ci si trova nella propria città e ci si muove al massimo a piedi nelle vicinanze dei pochi ripetitori disponibili. A caro prezzo, oltretutto, visto che si paga (circa 200 lire al minuto) anche per ricevere le chiamate. Meglio, sempre e comunque, il cellulare vero. Ma come può, la Telecom, interrompere il contratto e arginare le possibili richieste di risarcimento da parte degli utenti e la quasi certa insurrezione delle battagliere associazioni dei consumatori? Vero è che Fido era stato offerto a canone zero, e per giunta con l’omaggio della segreteria centralizzata Memotel. Ed è anche vero che l’apposito apparecchio può essere brillantemente riutilizzato come un ottimo cordless domestico. Telecom ha deciso, comunque, di indorare la pillola. Chi darà autonomamente la disdetta del servizio Fido entro il prossimo 31 maggio avrà un rimborso di 100mila lire sotto forma di un "buono" da spendere in un negozio Telecom oppure, in alternativa, due regali di consolazione, uno fisso e un altro a scelta tra quattro opzioni. All’uso gratuito della segreteria Memotel per altri tre anni si può infatti aggiungere un pacchetto di servizi supplementari (avviso e trasferimento di chiamata, conversazione a tre) fino a dicembre 2001, oppure l’attivazione della superlinea Isdn con canone zero per tutto l’anno in corso, oppure il numero personale gratis sempre fino a dicembre 2001, o il servizio di riconoscimento del chiamante gratis per tutto il 2000 con l’apposito display in omaggio. Gli strateghi della Telecom se la sono giocata bene. Quale occasione migliore per promuovere i nuovi servizi di rete fissa, che avevano comunque bisogno di qualche cura aggiuntiva? Fido può morire sereno. Qualcosa di buono lo avrà fatto, anche se solo in punto di morte. F.Re.

(Il Corriere della Sera)