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Telecom vara gli scorpori per Seat-Tin.it ROMA È nata Tin.it spa, ma la sua sarà una vita breve. Alla nuova società, controllata al 100%, Telecom Italia ha conferito la sua divisione Internet e altre partecipazioni. In particolare passano a Tin.it il 49% di Esri Italia e il 50% di Excite Italia, nonché il 50% che Telespazio detiene in Viasat, la joint venture creata con la Magneti Marelli (gruppo Fiat) per i servizi telematici e per l’infomobilità. Infine Telecom cede a Tin.it la divisione content management di Saritel, attiva nei servizi di informazione e di accesso a banche dati per i professionisti e le piccole e medie aziende. Nel comunicato diffuso venerdì da Telecom non si fa cenno all’annunciato conferimento della gestione operativa e pubblicitaria dell’elenco degli abbonati telefonici. Il capitale sociale di Tin.it è pari a 41 miliardi di lire, suddiviso in 41 milioni di azioni del valore nominale di 1.000 lire. Nessuna informazione è stata fornita sulla composizione degli organi sociali. Tin.it è destinata a essere incorporata da Seat-Pagine gialle, di cui la stessa Telecom ha acquisito il controllo. Il 15 marzo scorso il cda della società telefonica ha approvato i vari passaggi che porteranno alla fusione. Per premiare i propri azionisti Telecom delibererà la scissione dell’8% di Tin.it a favore della Seat che aumenterà il proprio capitale emettendo nuove azioni da assegnare in ugual misura agli azionisti ordinari e di risparmio di Telecom. Contestualmente Tin.it sarà fusa in Seat, che a sua volta aumenterà il capitale emettendo nuove azioni a favore di Telecom. Queste operazioni, che dovrebbero avvenire entro l’estate, si baseranno su un rapporto tra i valori economici di Seat e di Tin.it pari a 1:1. La nuova struttura corporate. Sono stati vani i tentativi di convincere Umberto de Julio a restare. Il responsabile delle strategie lascia infatti il gruppo dopo 28 anni mentre Andrea Granelli, finora responsabile di Tin.it, passa alla guida della business unit per il venture capital. Nella struttura corporate sono stati confermati Mario Rosso (risorse umane), Massimo Brunelli (finanza), Vittorio Meloni (comunicazione), Andrea Camanzi (relazioni istituzionali e con le authority), Stefano Braidotti (auditing). Una nuova area denominata segreteria generale è stata afiidata a Vittorio Nola, mentre il corporate development è andato a Giulia Nobili, in declino dopo l’ingaggio come responsabile delle attività estere. Le strategie sono state affidate provvisoriamente a Paolo Luca Stanzani Ghedini. Austria über alles. Ieri Colaninno ha confermato l’interesse di Telecom Italia per la privatizzazione di Telekom Austria, una società già partecipata al 25% e con cui esiste un’alleanza in Mobilkom (telefonia mobile). «Certo che ci interessa — ha detto Colaninno — ma il nuovo ministro non ha ancora definito i termini dell’operazione». L’obiettivo di Telecom in Austria, secondo quanto ha dichiarato Colaninno in gennaio a Venezia, è la costituzione di una holding, come Auna in Spagna, che raggruppi tutte le attività e che possa servire da ponte per penetrare in altri mercati: la Germania del Sud (in particolare l’area di Monaco) e la Svizzera. Inoltre è prevista la quotazione in Borsa della stessa Telekom Austria. O.C. (Il Sole 24 ore) |