Ecco l'ONU del Cellulare

Nei padiglioni di Telecom 99, la manifestazione organizzata dall'Itu, le Nazioni Unite del telefono - 200.000 visitatori da tutto il mondo, oltre 1.100 organismi e Paesi rappresentati, il ministro delle Telecomunicazioni albanese in sessione con il collega dello Zambia - il visitatore impara subito che gli ostacoli alla comunicazione globale non sono solo di natura tecnologica. Allo stand dell'operatore giapponese DoCoMo del gruppo Ntt, 25 milioni di abbonati allo standard cellulare Pdc, le persone interessate ai prototipi dei telefonini della terza generazione (sembrano usciti dalla tasca del capitano Kirk di Star Trek), hanno bisogno dell'interprete. I gentili addetti dell'allestimento Nec si fanno capire a furia di inchini e gesti. Fortunatamente un filmato in inglese illustra i piani della sperimentazione di una rete Imt-2000 prevista da Nec in Thailandia per novembre.

Per la prossima edizione della fiera che si è conclusa ieri, programmata nel 2003, è possibile che una parte dei visitatori avrà già in tasca, proprio come il capitano Kirk, un telefono cellulare multimediale, capace di visualizzare in tempo reale pagine di testo, grafica, filmati. E naturalmente voce. Nella visione dell'Itu, la terza generazione degli standard di telefonia mobile metterà a disposizione di tutti una larghezza di banda di 2 megabit al secondo, quaranta volte la velocità del miglior modem analogico, una capacità che oggi, alle aziende italiane, costerebbe, su linea fissa, qualche decina di milioni all'anno. All'alba del 2000, la famiglia di standard Imt-2000, che comprende anche Umts (Universal Mobile Telecommunications System) - successore del Gsm in Europa e in un centinaio di altre nazioni - è il vero protagonista della tranquilla città cosmopolita sulle rive del Lemano. Quasi tutti i grandi costruttori di impianti, da Ericsson a Nokia, da Alcatel a Motorola, hanno montato un'antenna capace di ricreare, negli spazi ristretti degli stand, le stesse applicazioni che un giorno saranno a disposizione degli abbonati. Con Umts potremo parlare e navigare in Internet, trasmettere fax (in un decimo di secondo a pagina) e collegarci in videoconferenza grazie a minuscole telecamere e a schermi di dimensioni ridotte, ma assai più funzionali e colorati degli attuali.

Le implicazioni a livello professionale e per i privati sono difficili da prevedere. Un terminale portatile capace di accedere a Internet a quella velocità potrebbe rivoluzionare il mondo del lavoro e la produzione e il consumo di divertimento. L'interesse si concentra sugli espositori giapponesi e coreani perché è in quelle regioni che le prime reti Imt-2000, basate su tecnologie come il W-cdma (il Cdma a «larga banda», sviluppato da americani, europei e giapponesi a partire dai sistemi cellulari adottati negli Usa) o il Cdma2000, dovrebbero vedere la luce. I rappresentanti delle varie aziende parlano del 2001. In Europa, non sono previsti lanci commerciali di reti Umts prima del 2003, ma in Finlandia, spiegano allo stand Nokia, la prima licenza è già stata assegnata. «Presto avremo un mercato di operatori nuovi impegnati a installare le reti Umts partendo da zero - spiega Mika Kähkölä, uno dei tecnici del colosso finnico -. Gli operatori che hanno già investito molti soldi nelle loro reti dovranno ottimizzare la transizione verso la terza generazione». Sì, perché l'Umts richiede tecnologie che non sono compatibili con le odierne «stazioni base», quelle che controllano le cellule del Gsm. Oltre a questo, passare dall'attuale fase di prototipi ai milioni di terminali previsti (secondo l'Umts Forum, associazione di categoria, nel 2005 ci saranno 940 milioni di abbonati cellulari nel mondo, 200 dei quali in Europa), non sarà facile. «Un telefonino a 2 megabit consumerà un sacco di energia - precisa Sergio Collesei dello Cselt, il laboratorio di Telecom Italia che a Torino sta già allestendo una microrete Umts sperimentale - le attuali batterie resisterebbero pochi minuti». Per tutti questi motivi, l'industria del radiomobile punta i suoi sforzi su quella che è considerata una tappa intermedia dal Gsm all'Umts, il sistema Gprs. Applicata sulle reti Gsm a partire dal 2000, questa tecnologia rappresenta già un radicale passo avanti in termini di approccio e velocità di trasmissione dati.

 

Andrea Lawendel,

(Il Corriere della Sera)