Rilancio di Vodafone ma Mannesmann resiste

 

BERLINO - Natale di guerra anglotedesca sul fronte delle telecomunicazioni. Vodafone rilancia su Mannesmann alzando l'offerta a circa 270 miliardi di marchi contro i 242 di novembre, ma Klaus Esser, capo del gruppo di Duesseldorf invita i suoi azionisti a respingere anche la nuova Opa ostile denunciando l'offensiva dei britannici e affermando che essa non fornisce assolutamente garanzie per il futuro rispetto alla solida strategia del gruppo. "Non è così, al contrario la migliore soluzione siamo noi", ribatte il numero uno di Vodafone Chris Gent. E la sorte di quella che, se andrà in porto, sarà la più grande Opa della storia dell'economia, resta ancora incerta.
Ufficialmente, sarà giovedì prossimo che Vodafone, il gigante inglese dei telefonini, presenterà la sua nuova offerta agli azionisti. Ma i suoi contenuti essenziali sono trapelati già ieri a Londra: teoricamente Vodafone ribadisce l'offerta di uno scambio di 53,7 sue azioni per ogni azione Mannesmann. Ma considerando l'evoluzione delle quotazioni dei due titoli sui mercati, ciò equivale a un rialzo, calcolato dagli esperti di Borsa appunto in 270 miliardi di marchi in totale contro i 242. L'offerta, dice un comunicato di Vodafone, sarà valida dal 24 dicembre e fino al 7 febbraio. "La fusione tra i due gruppi è nella logica delle cose", dice Chris Gent, "e solo il vertice di Mannesmann si ostina a negarlo. Dovrebbero spiegare ai loro azionisti, cosa mai può fare Mannesmann da sola meglio rispetto a quel che può raggiungere con noi?".
Falsità e disinformazione, ribatte Mannesmann da Duesseldorf. "E' estremamente deplorevole che Vodafone non rinunci all'Opa ostile", dice un comunicato emesso da Esser. Il gruppo inglese, aggiunge il vertice di Mannesmann, "tace sul fatto che Mannesmann indipendente garantisce agli azionisti una crescita ben più rapida, e che la nostra strategia - combinare telefonini, rete via cavo, internet e E-commerce, e non limitarsi alle comunicazioni via cellulare come fa Vodafone - offre ben più prospettive".
Non è tutto: secondo Esser, l'offerta di Vodafone agli azionisti di Mannesmann - di controllare un 47,2 per cento dell'eventuale futura azienda unita - è del tutto inadeguata.

(La Repubblica)