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Telecom Italia, trattative nella notte al ministero Si è avviata ieri nella tarda serata la fase finale della trattativa per gli esuberi di Telecom Italia. Il confronto è approdato al ministero del Lavoro, dove il ministro Cesare Salvi, accompagnato dal sottosegretario Raffaele Morese e dal sottosegretario alle Comunicazioni Michele Lauria, ha presentato l’ipotesi di mediazione del governo. A quanto si è appreso la proposta di Salvi è incentrata sulla richiesta di una maggiore dose di assunzioni al Sud da parte di Telecom, a fronte della richiesta di ammortizzatori sociali per 13.500 esuberi. Il punto più critico è rimasto fino all’ultimo l’insistenza dell’azienda guidata da Roberto Colaninno per ottenere il trattamento di mobilità lunga per un alto numero di esuberi. L’ultima cifra avanzata da Telecom è di 7.500 unità da avviare alla mobilità lunga (secondo la legge 223, che per i sindacati rappresenta una forma di «prepensionamento mascherato»). L’ipotesi di mediazione del governo ha puntato a ridurre il numero di lavoratori da avviare alla mobilità, ricorrendo in modo più massiccio ad altre forme di ammortizzatori. Dopo un intenso week-end di incontri e confronti, per tutta la giornata di ieri sono proseguite al ministero del Lavoro proprio le verifiche tecniche sugli strumenti e sugli ammortizzatori sociali utilizzabili per cercare di ridurre il numero dei dipendenti da avviare alle liste di mobilità in attesa del pensionamento. Nelle ultime giornate di trattativa, comunque, le parti hanno già raggiunto un'intesa di massima sugli altri punti della vertenza che non riguardano direttamente il nodo delle uscite. Si tratta di alcuni punti qualificanti il piano di impresa che avranno ripercussioni positive sull'occupazione. In particolare si è definito il perimetro del core business di Telecom, che comprenderà anche l'informatica, la multimedialità e lo spazio. Ma anche le attività di assistenza e manutenzione rimarranno all’interno dell’azienda, consentendo di recuperare circa 900 lavoratori dalla lista degli esuberi. E’ stato poi definito un piano per la formazione, destinato a valorizzare le capacità tecniche dei dipendenti. Quanto al Sud, è già stato deciso che entro il 2002 vi saranno creati circa 2.000 posti di lavoro, mentre su 16.500 miliardi di investimenti destinati alla rete, 4 mila saranno riservati al Mezzogiorno. (Il Corriere della Sera) |