Per Telecom altri accordi con banche

Nei rapporti fra Telecom Italia e gli istituti di credito, il recente accordo con Banca di Roma è soltanto l'antipasto, «perché noi ci rivolgiamo a tutto il mondo delle banche». Lo ha detto ieri il presidente e amministratore delegato del gigante telefonico Roberto Colaninno, mentre le agenzie incalzavano riferendo di intese che venivano stipulate via via nella giornata: fra le più sostanziose, una con la Banca popolare di Verona per l'home banking e il trading online, e una con Servizi interbancari in vista di un uso più sicuro delle carte di credito nell'e-commerce. Fra gli accordi già in atto con le banche, Colaninno ha ricordato quelli stipulati con Bipop, Monte dei Paschi e Popolare di Novara e ha sottolineato che ci sono «discussioni con tanti istituti». A chi gli faceva notare che quello con la Banca di Roma è l'accordo più grande, l'uomo di Telecom ha risposto: «Per adesso». Specificamente su Bancaroma, Colaninno ha precisato che «con Geronzi ho siglato un percorso che deve essere svolto, non un'alleanza. Abbiamo annunciato un progetto, costituito un gruppo di lavoro, con l'obiettivo di creare una banca virtuale. Al momento opportuno ne definiremo i termini». Con la Banca popolare di Verona, la Telecom ha stipulato ieri tramit Tin.it, che è la filiale Internet di Colaninno, un accordo di collaborazione nei servizi di home banking e di trading online che prevede fra l'altro di distribuire presso i 560 sportelli del gruppo bancario un «package» gratuito ai primi 10 mila clienti. Con Servizi interbancari, società leader in Italia nelle carte di credito, è stato invece firmato un accordo per lanciarne una di nuova generazione, che dovrebbe permettere di praticare in tutta sicurezza l'e-commerce. «La nuova offerta - ha detto Rocco Sabelli, responsabile mercato Italia di Telecom - rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo del commercio elettronico e per la diffusione di Internet in Italia». Ieri Colaninno ha avuto anche un colloquio con l' amministratore delegato di Cisco Italia, Stefano Venturi. Ma i due non hanno voluto dire di che cosa hanno parlato.

Luigi Grassia

(La Stampa)