A Londra Governo sotto accusa per favoritismi

LONDRA - L’asta britannica per la licenza delle frequenze Umts per i telefonini di terza generazione è sfociata ieri in una polemica che potrebbe ritardare la decisione del Tesoro di utilizzare gli incassi dell’operazione da 22,5 miliardi di sterline per abbattere il debito pubblico. One2One, controllata di Deutsche Telekom, e Bt hanno accusato il Governo di avvantaggiare Vodafone, il colosso vincitore della licenza B per 5,96 miliardi di sterline, permettendole un rinvio del pagamento che le farebbe risparmiare una notevole cifra in termini d’interessi passivi. Il Governo ha infatti concesso a Vodafone e alla controllata Orange di rinviare il pagamento fino a quando le due società non diverranno identità distinte. Il rinvio è di 60 giorni, ma potrebbe prolungarsi di altri 120 giorni a discrezione del ministro dell’Industria Steve Byers. Per motivi di antitrust Vodafone, che ha acquisito la tedesca Mannesmann, cui Orange faceva capo, non potrà avviare i preparativi per lanciare la nuova rete fino a che resterà legata a Orange. Lo stesso vale per Orange. Per correttezza il Governo ha deciso che le due società pagheranno solo quando potranno avviare la fase operativa. Dando un termine massimo di 180 giorni. Le rivali però ritengono che la deroga sia ingiusta. Gli altri tre vincitori dell’asta possono infatti scegliere se pagare tutto subito (entro domani) o metà subito e metà tra il quinto e il decimo anno (su una durata di 20 anni della licenza) con interessi passivi dell’8,5% l’anno (compresi i primi cinque anni esenti dal rimborso). Dati i forti interessi da pagare, i tre (Bt, One2One e Tiw Umts, joint-venture tra la canadese Tiw e la Hutchinson Whampoa del magnate di Hong Kong Li Ka Shin) si sono orientati a saldare il conto subito, indebitandosi pesantemente con le banche. Ciò li svantaggia rispetto a Vodafone e Orange, che potrebbero risparmiare centinaia di milioni di sterline in interessi passivi rinviando la data di partenza dalla quale si iniziano a contare gli interessi del rimborso — se decideranno per il pagamento dilazionato — o comunque risparmierebbero sulla data a partire dalla quale inizierebbero a essere contati gli interessi con le banche creditrici, nel caso di un rimborso immediato. È vero che Vodafone e Orange avvieranno il loro network in ritardo sulle rivali, ma fonti del settore fanno notare che prima di due anni nessuno avrà pronta la nuova rete e che tre mesi di ritardo nei preparativi sono irrilevanti. One2One ieri ha dichiarato che farà causa al Governo, anche se pagherà prontamente oggi i 4,004 miliardi dovuti, a patto che vengano bloccati in un fondo senza interessi fino al verdetto dei tribunali. Bt (che deve 4,03 miliardi) ha detto che sta considerando «tutte le opzioni disponibili». Tiw (che ha sborsato 4,38 miliardi per la licenza con maggiore spettro, la A, riservata ai nuovi venuti) non si è sbilanciata. Se i rimborsi verranno congelati per motivi legali il Tesoro non potrà disporne per mesi, fino al pronunciamento definitivo delle corti.

Marco Niada

(Il Sole 24 ore)