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A Tim il primo cellulare del futuro Per l'Umts il futuro è già arrivato e ha i colori di Telecom Italia. Ieri a Madrid è stata assegnata la prima licenza europea del telefonino di terza generazione o «a larga banda», quello che potrà trasmettere voce, dati e immagini ad alta velocità fino a consentire di navigare in Internet. Ad aggiudicarsi questa licenza è stata la Tim, filiale del cellulare del gruppo di Colaninno. In Spagna la Telecom è già presente come terzo operatore radiomobile attraverso la società partecipata Retevision Movil che opera con il marchio «Amena» e vanta più di un 1 milione di clienti a un anno scarso dal lancio del servizio commerciale. «Il risultato della gara in Spagna - ha commentato l'amministratore delegato di Tim, Marco De Benedetti - dimostra ancora una volta la capacità di competere e di vincere da parte del gruppo Telecom Italia anche all'estero». Con 18,5 milioni di clienti in Italia a fine '99 la Tim è il più grande operatore di servizi di telefonia mobile in Europa e primo al mondo tra quelli che offrono la tecnologia Gsm. Il numero dei clienti all'estero è raddoppiato in un anno. Sempre dal mondo delle telecomunicazioni ieri sono stati diffusi i dati 1999 di Infostrada, la compagnia di telefonia fissa del gruppo Mannesmann. Il fatturato ha avuto in un anno un vero boom a 1.400 miliardi (»417% sul ?98) ma quanto agli utili, come previsto, non ce ne sono stati essendo Infostrada ancora in fase di lancio, anzi la compagnia si dice soddisfatta di un «rosso» che si è ridotto a 137 miliardi rispetto ai 185 di un anno prima. A quei 137 miliardi se ne aggiungono 35 accantonati in previsione di oneri straordinari (la la tassa di concessione, su cui si pronunceranno i ministri competenti). A fine febbraio i clienti voce hanno raggiunto quota 2,7 milioni quelli Internet hanno toccato la soglia dei due milioni. Infostrada lancerà tra aprile e maggio due nuove offerte commerciali: «Spazio zero», che dietro pagamento fisso di 10 mila lire al mese permetterà di fare telefonate interurbane al prezzo delle locali, e «Tempo zero» che al prezzo di 95 mila lire mensili permetterà di telefonare senza limiti in tutta Italia e di navigare in Internet per 10 ore al mese. Luigi Grassia (La Stampa)
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