E Tatò ora studia l'Internet "elettrico"

ROMA (m.pat.) - Internet nelle case degli italiani attraverso i fili della luce. Una rivoluzione che potrebbe diventare realtà alla fine di quest'anno, ma che già tra poche settimane avrà un primo sostanziale assaggio: 400 famiglie - 200 a Firenze e 200 a Bologna - sperimenteranno la nuova frontiera on line, pilotate dall'Enel che ovviamente vede aprirsi un enorme orizzonte per incrementare le proprie attività. Non può sfuggire, infatti, cosa significherebbe per l'ex monopolista in termini di business far transitare il Web sui 100.000 chilometri di rete elettrica, magari con una successiva estensione delle possibilità anche alle telecomunicazioni più classiche come la telefonia. E non a caso anche le altre aziende elettriche del nostro Paese, municipalizzate in testa, hanno iniziato a seguire con attenzione gli sviluppi tecnologici della materia ma rimanendo abbondantemente indietro rispetto ai progetti dell'Enel. L'operazione è nelle mani di Enel.it, la società del gruppo attiva appunto nel settore Internet, e ai primi di maggio verranno attivate due cabine di bassa tensione rispettivamente a Firenze e Bologna (ogni cabina "copre" duecento utenze), procedendo poi alla sperimentazione almeno fino a settembre: l'obiettivo è di passare alla fase commerciale vera e propria tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001. Un appuntamento, quest'ultimo, al quale i vertici e i tecnici del gruppo guidato da Franco Tatò e Chicco Testa sono convinti di arrivare senza intoppi o ritardi: l'Enel ha le due tecnologie europee più avanzate (derivano dalle aziende tedesche Rwe e Veba, mentre in America a lavorarci è la Norweb alla quale partecipano i maggiori operatori di Tlc), e proprio le due società germaniche hanno confermato in questi giorni che la commercializzazione è ormai ad un passo. Stesso discorso arriva dall' interno del gruppo Enel, dove già si parla di un piccolo strumento, lungo non più di cinque centrimetri, che verrà semplicemente applicato alla presa elettrica per consentire il passaggio, oltre che della luce, anche dei dati e delle informazioni di Internet. Resta da capire se e come sono stati risolti i problemi tecnici, primo fra tutti quello delle interferenze elettromagnetiche, visto che i dati che viaggiano sulla rete sono a rischio "ridondanza" e possono arrivare al mittente "sporchi" o illeggibili. "Dettagli ormai superati", assicurano sia dalla Germania che dal gruppo Enel, ribadendo che il passo verso la fase commerciale della nuova tecnologia è ormai minimo. A maggio, dunque, le prime risposte concrete.

(La Repubblica)