| Sfida
a Telecom sulle urbane
ROMA - Wind per i concisi e Infostrada
per i chiacchieroni. Si presentano così le offerte sulla rete urbana dei concorrenti di
Telecom Italia, che dal primo gennaio offriranno a 20 milioni di italiani (per ora)
un'alternativa completa all'operatore storico, con la possibilità di effettuare anche le
telefonate locali, cioè quelle fra numeri con lo stesso prefisso, che per le famiglie
rappresentano sette chiamate su dieci. Ecco tutto quello che bisogna sapere per
orientarsi.
DOVE. Il servizio non parte in tutta Italia. Wind il primo gennaio ha la copertura
migliore, con i distretti di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Firenze,
Venezia, Bergamo e Brescia. Infostrada parte nei distretti di Milano, Torino, Bologna,
Bari, Padova, Parma, Modena, Ancona e Ivrea. Chi abita altrove, come i genovesi e i
catanesi, dovrà aspettare la primavera.
COME. Per chi è già abbonato a Infostrada (2,5 milioni di italiani) o Wind (700 mila,
contando la sola telefonia fissa) c'è una automatica estensione del servizio locale.
Altrimenti va sottoscritto un contratto ex novo. Per utilizzare i nuovi gestori bisogna
far precedere ogni singola telefonata da un prefisso di quattro cifre: 1055 per Infostrada
e 1088 per Wind.
QUANTO. Il prezzo è l'elemento decisivo delle offerte. Il risparmio rispetto a Telecom è
discreto per quasi tutte le tipologie di telefonate e in particolare per le chiamate
fuoriporta. Ieri sono stati resi noti i prezzi di Wind, mentre Infostrada aveva già dato
il suo listino. Con Wind non si paga lo scatto alla risposta; però il costo al minuto è
più alto. Risultato: con Wind sono più convenienti le chiamate brevi (premiati i
concisi) e con Infostrada quelle lunghe (coccolati i chiacchieroni). Per l' esattezza una
telefonata locale con Wind e con Infostrada costa la stessa cifra dopo 222 secondi in
tariffa ordinaria e 150 secondi in tariffa serale (dopo le 18.30) e weekend. Al di sotto
di questi tempi conviene Wind, oltre conviene Infostrada. Per esempio una chiamata di un
minuto costa 66 lire con Wind e 154 con Infostrada; una di 5 minuti 330 lire con Wind e
288 con Infostrada, che scendono a 210 in fascia ridotta (che Wind non ha).
CANONE. Abbonarsi a Wind o a Infostrada non costa nulla, tuttavia non significa chiudere
l'abbonamento con Telecom Italia, almeno fino al prossimo autunno. Il canone bimestrale a
Telecom va pagato, per un importo di 42.300 lire, anche se tutte le telefonate saranno
indirizzate verso il nuovo gestore. Tuttavia Wind offre un'interessante scappatoia.
OFFERTE. Infostrada regala a vecchi e nuovi abbonati un'ora di chiamate locali. L'omaggio
equivale a un bonus di 5.600 lire. Wind invece rimborsa l'intero canone di Telecom per chi
fa sia l'abbonamento casalingo sia l'abbonamento al cellulare, a condizione che spenda tra
fisso e mobile almeno 216.000 lire al mese. Chi ha un telefonino Wind ricaricabile può
avere lo sconto, ma deve consumare 250.000 di telefonate per ricevere una ricarica omaggio
di 43.200 lire.
INTERNET. Telecom Italia non esce del tutto spiazzata dall' assalto dei nuovi gestori.
L'operatore storico rimane il più conveniente per i collegamenti a Internet, che si
misurano in termini di ore e non di secondi o minuti. Wind, infatti, con le sue 66 lire al
minuto è fuori mercato sui lunghi collegamenti, con costi doppi rispetto a Telecom.
Quest'ultima batte Infostrada perché offre la possibilità di prezzi scontati su un
singolo collegamento, quello con Interet.
TUTTO CHIARO? Con l'aumento delle offerte, cresce la confusione. E il numero uno di Wind,
Tommaso Pompei, chiede all'Authority di Enzo Cheli di imporre uno schema standard per
confrontare le tariffe telefoniche, tesi contestata dal collega di Infostrada Riccardo
Ruggiero che dice: "Lasciamo scegliere al mercato". Oggi Telecom e Infostrada
danno i prezzi al minuto senza Iva e scatto alla risposta; Wind dà i prezzi al secondo
tutto compreso. Il risultato è che i gestori hanno riscoperto le frazioni di lira, con
listini di 30,6 o di 1,1 lire. E chissà cosa accadrà con l'euro, quando Wind dovrà
dire: prezzo tutto compreso 0,000568 euro al secondo. "Ci siamo posti il
problema", sorride Pompei.
(La Repubblica) |